Vincenzo Schettini dà la scossa al Sociale interrogando in fisica il suo pubblico
Recensione Il docente noto grazie ai video su YouTube ha parlato di Volta e della pila. Una lezione-spettacolo che ha riempito la platea, coinvolta attivamente nelle domande del prof
Lettura 1 min.C’è molta elettricità nell’aria al Teatro Sociale. Non solo perché si sta parlando dell’uomo che è riuscito a domarla dando il via a una catena di scoperte e di invenzioni che ci hanno portato a essere come siamo oggi. Sì, Alessandro volta è stato il re dell’elettricità, ma, venerdì sera il dominatore è stato sicuramente Vincenzo Schettini.
Domande improvvise alla platea
Il prof di fisica più amato d’Italia si muove veloce come un elettrone orbitando addosso al nucleo della sua lezione- spettacolo, incentrata proprio sulla figura di Volta, realizzando piccoli esperimenti con l’aiuto di giovani aiutanti scelti tra il pubblico e terrorizzando chi non si è mai sentito a suo agio a scuola durante le lezioni della sua materia prediletta con una promessa che può suonare come una minaccia: «Poi vi interrogo!».
E lo fa, rivolgendo domande improvvise a cui, fortunatamente, c’è sempre qualche compagno che sa rispondere dal fondo. È elettrico questo divulgatore che ha fatto della rete il suo canale privilegiato, ma che è a suo agio anche quando si trova in scena. In fondo, ogni buon professore lo sa, bisogna essere anche un po’ attori quando si sale in cattedra, per catturare e mantenere l’attenzione degli alunni. Che, in questo caso, si tratti di spettatori, è soltanto un dettaglio. La presenza di Schettini a Como si deve alla stagione che il Sociale ha voluto intitolare “Volt” proprio in vista del bicentenario della scomparsa dello nostro più illustre concittadino.
Come è stato ricordato più volte in queste ore, concittadino anche del “fisico che ci piace”, visto che, lo ha ricordato lui stesso, con fierezza, è nato proprio a Como.
Storia della scienza e preoccupazioni sull’IA
L’appuntamento rappresenta anche l’inizio alla nuova stagione di “Onde lariane” e sono state quindi Barbara Minghetti per Aslico e Roberta Bernasconi per l’associazione Casa Brenna Tosatto a salutare il pubblico prima di lasciare tutto lo spazio a una lunga digressione che, partendo da un bicchiere d’acqua che si riempie grazie alla caduta del liquido dall’alto – possibile intuizione per la nascita della pila – arriva ai giorni nostri percorrendo duecento anni di storia scientifica, raccontandone i progressi e gli altri straordinari protagonisti, da Hans Christian Ørsted a Nikola Tesla passando per Michael Faraday, ma anche per il nostro Guglielmo Marconi, Edison e molti altri.
Lo stile come sempre è piacevole, divertente, divulgativo e non privo di una considerazione conclusiva. Schettini, come tanti, è preoccupato per quello che l’intelligenza artificiale può generare, ma non solo perché la macchina potrebbe prendere il sopravvento, ma perché è di proprietà privata, e le assicurazioni che venga messa sotto controllo non ci tranquillizzano abbastanza. Al termine un grande bagno di folla che comincia già sul palco quando il prof chiede a tutti di acclamarlo per fare da sfondo a una delle sue leggendarie clip social per poi consegnarsi a grandi e piccini, studenti di ieri, oggi e domani nel foyer per firmare le copie dei suoi libri.
«Ma non c’è obbligo d’acquisto - sottolinea - Se volete vi firmo il biglietto, le braccia, qualsiasi cosa!».
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