Si vota il nuovo nome per il Conservatorio: Verdi potrebbe essere sostituito da Berio, Liszt oppure semplicemente “di Como”

Nomination I cittadini possono votare il loro preferito fra i tre musicisti. Ma vi è anche una quarta alternativa: che l’ente sia definito con il nome della città. Qui il link per votare

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Oltre a Giuseppe Verdi, che rimane in lizza, anche Luciano Berio e Franz Liszt tra i nomi proposti per intitolare il Conservatorio di Como, celebrando il trentennale dall’emancipazione da quello di Milano, che è intitolato proprio al Cigno di Busseto. Ma, attenzione, tra le denominazioni proposte, e che sono sottoposte a votazione popolare da oggi, c’è anche “Conservatorio di Como”, una scelta non senza una motivazione, tra quelle effettuate dal corpo docenti e vagliate poi da un’apposita commissione prima della presentazione ufficiale nell’ambito della serata – evento “My name music” organizzata dall’istituto di via Cadorna in collaborazione con il Lake Como design festival.

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Le motivazioni

«La scelta della semplice denominazione “Conservatorio di Como” - si legge nelle motivazioni - nasce dalla volontà di far coincidere in modo pieno il nome dell’istituzione con l’identità che essa ha progressivamente costruito nel corso della propria storia autonoma. Il riferimento diretto alla città sottolinea un legame ormai consolidato con Como, con il territorio lariano, con le sue istituzioni e con la comunità che il Conservatorio serve e rappresenta. Al tempo stesso, proprio il nome di Como possiede una riconoscibilità nazionale e internazionale particolarmente forte e consente all’Istituzione di presentarsi senza mediazioni attraverso il luogo nel quale è radicata e dal quale trae una parte rilevante della propria identità». Per quanto riguarda Liszt, «La proposta coniuga la statura internazionale di una delle figure fondamentali della storia della musica europea con un legame significativo e documentato con il territorio lariano. Liszt soggiornò a lungo sul Lago di Como, in particolare a Bellagio, tra il 1836 e il 1837, vivendo sul Lario una stagione artisticamente e personalmente intensa, della quale rimangono testimonianze nei suoi scritti e nella sua produzione. Durante quel soggiorno nacque inoltre a Como la figlia Cosima, destinata a divenire una figura centrale della cultura musicale europea dell’Ottocento».

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Infine Berio: «Una suggestione che guarda in modo particolare al Novecento e alla contemporaneità, individuando in uno dei maggiori compositori italiani del secondo dopoguerra una figura capace di rappresentare insieme tradizione, ricerca, sperimentazione e apertura verso nuovi linguaggi. Berio ha attraversato alcuni dei territori che caratterizzano maggiormente l’evoluzione della musica degli ultimi decenni: dalla scrittura strumentale e vocale alla ricerca elettroacustica, dal rapporto fra musica e parola al confronto con il teatro, le culture popolari e differenti forme della produzione musicale. La sua figura rappresenta quindi particolarmente bene un Conservatorio contemporaneo, nel quale la conoscenza e la trasmissione della tradizione convivono con la ricerca, le nuove tecnologie e la capacità di interrogare il presente».

Quindi Berio, Conservatorio di Como, Liszt o rimarrà Verdi? Ai comaschi il verdetto. È possibile votare tramite il link apposito, sul sito conservatoriocomo.it, dove si trova un modulo Google tramite cui si può esprimere il proprio voto.

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