Un mistero da svelare ad Harvard nel libro del medico comasco

Tra segreti ed esperimenti Mario Giovanni Leoni firma la sua seconda opera letteraria “Non da soli” ambientata nel prestigioso college di Boston

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Como

Sono passati poco più di due anni e mezzo ed ecco che, dopo il primo successo ottenuto con il romanzo “Conosco anche l’estate”, pubblicato a febbraio del 2024, torna sul panorama letterario Mario Giovanni Leoni con “Non da soli”, romanzo edito da Francesco Tozzuolo quest’anno.

Già dal suo esordio lo scrittore, nativo di Cremona, ma comasco di adozione, aveva fatto comprendere a critica e lettori di aver ormai intrapreso un percorso intenso come scrittore. Non ha tradito le aspettative e oggi ci si chiede quale realtà delle due riesca a prevalere in lui, dato che Leoni è anche medico anestesista impegnato costantemente in un’attività che riesce però ad a armonizzare con la passione per la scrittura.

Un vaccino contro l’Hiv e un ricordo che riaffiora

“Non da soli” ha una trama raffinata, un intaglio, che ruota tra passato e presente, il protagonista convive con la forza di un ricordo pressante ed estremamente importante, si metterà alla ricerca del segreto dietro un’aggressione che violentemente lo ha coinvolto in passato.

Oltre a Luigi, insegnante di letteratura greca ad Harvard e personaggio cardine su cui si avvita la struttura narrativa, entrano in campo Evelyn, Marlow, Maya e una serie di coprotagonisti funzionali alla trama. Ancora una volta Leoni dà prova di notevole capacità narrativa: le pagine del suo romanzo avvolgono il lettore trascinandolo nel dedalo dei misteri legati al “progetto Jun” per un vaccino contro l’HIV, bloccato prima della sperimentazione decisiva, senza mai annoiare.

I suoi sono personaggi costruiti con caratteristiche potenti che, con le loro storie personali, riescono a rimanere sulla scena dando un contributo essenziale alla vicenda del protagonista. Boston si presta, con i suoi ponti sospesi sull’acqua e i quartieri eleganti insieme alle aule universitarie di Harvard, a fare da sfondo. Leoni ha il pregio di saper controllare il ritmo del suo narrare dall’inizio alla fine, in un crescendo tipico della sua scrittura.

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