Un nuovo Spiderman più solo che mai

Ora nelle sale. Dimenticato da tutti e povero, Peter Parker decide di combattere la criminalità a tempo pieno. Ma deve fare i conti con poteri sempre più difficili da gestire. Un film equilibrato, nonostante le ripetizioni

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Per cancellare le sue repliche e tornare uno solo, aveva dovuto chiedere al Dottor Strange un incantesimo che implicava l’essere dimenticato da tutti. Era il finale di “Spider-Man: No Way Home”, conclusione della trilogia cinematografica “Home” e uscito nel 2021 con grande successo di pubblico in tutto il mondo. Il personaggio di Peter Parker con i suoi superpoteri aracnidi, nato nei fumetti di Stan Lee e Steve Ditko nel 1962, torna ora con “Spider-Man: Brand New Day”, che si riconnette a quegli eventi e la cui visione è consigliabile avendone fresca la memoria o la visione. Il film esce per ripetere i risultati commerciali del precedente, proprio nelle settimane in cui “Odissea” di Nolan fa da mattatore, così il confermatissimo protagonista Tom Holland (che là incarna Telemaco) si ritrova contro sé stesso. È anche uno scontro suggestivo tra mitologia antica e contemporanea che possono assumere gli stessi volti.

Una storia di formazione

Destin Daniel Cretton (approdato alla Marvel per “Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli”) sostituisce Jon Watts alla regia e si inserisce, su sceneggiatura di Chris McKenna, Erik Sommers e Justin Kuritzkes, ben dentro il percorso recente del personaggio e del Mcu. Quattro anni dopo i fatti, Peter si ritrova solo, povero e dimenticato: il giovane decide così di indossare solamente la tuta e dedicarsi a tempo pieno a combattere la criminalità cittadina e sventare rapine e incidenti con l’aiuto del sistema E.V.

Un carro armato che si dirige verso la sede del Damage Control, l’agenzia governativa deputata a controllare e gestire le tecnologie e i superpoteri, apre nuovi scenari. E Spider-Man scopre un’entità che si impossessa della mente degli individui costringendoli a compiere gesti criminali.

Poco dopo avverte uno scompenso ormonale della parte aracnide, mentre i suoi poteri si evolvono e deve imparare a disciplinarli. Questo è uno dei temi della vicenda, che emerge anche nell’incontro con il professor Bruce Banner / Hulk, e torna alla mente il vecchio slogan pubblicitario “la potenza è nulla senza controllo”. La differenza tra l’essere salvifici o dannosi si fa sottile quando si dispone di capacità fuori dal comune, così come l’essere speciali può comportare la solitudine. Spider-Man, circondato da tanti personaggi come MJ (Zendaya) che non lo riconosce o altri nuovi avvolti nel mistero, affronta una storia di formazione e ogni ostacolo o difficoltà rappresenta una metafora di quelle che si affrontano nella vita. “Brand New Day” si rivela un buon film, molto newyorchese e con un equilibrio tra le scene d’azione e quelle dialogate più centrato rispetto alla media delle pellicole di supereroi, anche se narrativamente non tutto funziona e ci si muove tra salti non molto chiari e ripetizioni per spettatori distratti.

Particolarmente riuscite e spettacolari le scene volanti con le ragnatele, che sfruttano la verticalità della città.

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