Il dottor Sándor Lukács di Rebbio e il suo personaggio, Moishele «Parlerò con Dio»

Il personaggio Ungherese trapiantato a Como. Nel suo ultimo libro postumo, la tragedia di un popolo

Il dottor Sándor Lukács di Rebbio e il suo personaggio, Moishele «Parlerò con Dio»
L’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz e la scritta “Il lavoro rende liberi”, un’immagine tristemente celebre
(Foto di archivio)

In molti nel quartiere di Rebbio ricordano il dottor Sándor Lukács, ungherese trapiantato a Como negli anni ’70, conosciuto e apprezzato per il suo impegno civile. I più giovani probabilmente non sanno che Sándor Lukács, nato nel 1922 a Ujpest, oggi distretto di Budapest sulla riva sinistra del Danubio, durante la seconda guerra mondiale venne deportato in un campo in Ungheria, poi in Romania e, infine, in Austria. Dopo la guerra riprese gli studi in Italia e nel 1951 si laureò in medicina. Lavorerà sempre in strutture pubbliche specializzandosi in medicina maxillo-facciale e, a Como, ricoprirà il ruolo di primario fino alla pensione.

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