La proposta: un’ora di fumetto a scuola per imparare dai supereroi a lottare contro il bullismo

Il progetto Luca Galimberti e le sue lezioni con bimbi, ragazzi e adulti: strumento di denuncia: «A volte è la migliore medicina contro lo stress, i brutti invadenti e per migliorare il benessere»

«Datemi un fumetto e vi solleverò l’umore». Detto così potrebbe sembrare presuntuoso, ma basta poco perché questa massima, mutuata da Archimede, calzi a pennello per molti di noi e ci disegni un sorriso sul volto.

La memoria corre ai giorni d’estate, ai fumetti portati in spiaggia o sparsi sul letto, corre a Charlie Brown, Braccio di Ferro, Nonna Abelarda... e, per chi scrive, a Geppo, il diavolo buono che indispettiva con le sue caritatevoli azioni Satana in persona. Ma anche a Miyazaky, solo per citare uno dei maestri giapponesi.

Lo si chiami comic, bande dessinée, manga, la forza del fumetto sta tutta nella sua immediatezza, sia per chi lo legge che per chi lo disegna. È un linguaggio chiaro, capace di risvegliare più sensi, che facilmente si imprime nella mente, un luogo familiare a cui tornare, una vignetta spiritosa e irriverente a cui affacciarsi.

Uno dei primi mezzi

Luca Galimberti è un illustratore, grafico e docente di fumetto. Collabora con la scuola d’arte di Cabiate, il sistema bibliotecario comasco e lecchese, con l’associazione “Tempo Ritrovato”, alcuni giornali locali e con le scuole del territorio. Tiene corsi di fumetto per bambini e adulti e durante il lockdown si è inventato delle lezioni on line, ma anche dei divertenti tutorial, perché disegnare insieme può far sentire meno soli e distanti. È convinto che nel programma scolastico vada inserita “l’ora di fumetto”.

Il fumetto avvicina i bambini alla lettura

Il fumetto è una forma d’arte che unisce le regole della scrittura a quelle del disegno e le impiega per numerosi scopi: narrare, divertire, spaventare, inventare, commuovere, fare critica sociale e politica, dando vita a diversi generi. È uno dei primi mezzi attraverso i quali i bambini si accostano alla lettura. «Ma non è assolutamente una cosa da bambini, o almeno non solo - precisa -. Se si guarda al Giappone si capisce come questa disciplina sia considerata un’arte a tutti gli effetti, al pari di altre forme di letteratura».

«Un percorso per sfogare insoddisfazione e disagio»

E come forma di narrazione è di sicuro anche uno strumento nelle mani di tanti insegnanti ed educatori che si trovano ad affrontare casi di alunni che convivono con disagi, difficoltà di apprendimento, deficit cognitivi. Lo stesso vale per gli adulti che trovano nel fumetto una forma di espressione che li aiuta a superare paure e angosce, raccontando storie in grado di rincuorare. «Personalmente mi capita di lavorare anche con ragazzi che hanno vissuto esperienze di bullismo – continua Galimberti – molti di loro si chiudono a riccio e tendono poco a comunicare con il mondo esterno, perché ne sono rimasti feriti o delusi. Con attività di tipo one to one si riesce a far venire a galla una loro passione e a farla parlare attraverso il fumetto. È un percorso che ha aiutato diversi adolescenti anche a sfogare insoddisfazione e disagio, a trovare una voce tramite la matita». Il fumetto fa bene. La narrazione per immagini consente l’elaborazione simbolica della propria condizione, offrendo elementi per esprimere il proprio stato, a partire, prima ancora che da un riconoscimento razionale, da una risonanza emotiva sia nel lettore che nel fumettista o aspirante fumettista.

In terapia o a scuola

«Entrare in un mondo parallelo a volte è la migliore medicina per calmare lo stress»

«Come altri generi letterari, il fumetto è molto utile per evadere dalla realtà. Entrare in un mondo parallelo a volte è la migliore medicina per calmare lo stress, fermare i pensieri invadenti e migliorare il benessere. Allo stesso modo, incoraggia la creatività e la riflessione in quanto trasmette nuovi modi per esprimere sentimenti, pensieri o preoccupazioni. Il fumetto, inoltre, invita a rivedere alcune condotte e sentimenti in determinate situazioni. Come nella maggior parte delle storie che leggiamo o guardiamo sullo schermo, anche con i fumetti possiamo immedesimarci con i personaggi». È quest’ultimo punto che rende particolarmente interessante l’uso del fumetto in terapia o a scuola . Identificarsi con un solo aspetto della storia è già un ottimo punto di partenza per promuovere motivazione, introspezione e cambiamento. «Tutti possiamo essere dei supereroi - chiude Galimberti - ma ognuno con le proprie caratteristiche. I miei alunni creano personaggi nuovi e a loro affidano storie, ma anche quando chiedo loro di disegnare un Superman sono sicuro che ciascuno lo interpreterà a modo suo, raccontando il suo particolare essere». www.lucagalimberti.com

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