Ma quali ciuchi. Nessuno ti cura meglio di un asino

Colico Diffusa in Francia, Svizzera ma anche negli Usa. La “onoterapia”, uno straordinario percorso terapeutico

L’ultimo arrivato è Dante. Tutt’orecchie, ogni giorno un po’ più stabile sulle zampe lunghe, adorato dai visitatori. È il sesto asino che si aggiunge al branco che vive all’allevamento etico “Quel raglio del Lago di Como” di Colico. Omaggio alla sponda orientale del Lario celebrata dal Manzoni e nome che, senza dubbio, resta impresso. Qui, immersi in uno splendido paesaggio, si fa pet therapy con gli asini, ovvero onoterapia, diffusa prima in Francia, Svizzera e Stati Uniti e poi arrivata anche in Italia. Perché l’asino, troppo a lungo, ha goduto immeritatamente di cattiva stampa. Ritenuto testardo, sciocco, usandolo persino come insulto per indicare una persona poco brillante. La realtà è ben diversa, si tratta di animali intelligenti, fedeli, dotati di ottima memoria e anche efficienti nella guardia. La loro morfologia poi, solida e di dimensioni più contenute rispetto al dinamico cavallo, li rende ideali per lavorare con i bambini.

Liberi di godersi il tempo

Giovanni Russo, per amore di precisione, spiega che si chiamano Interventi Assistiti con gli Animali le prestazioni a valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa che prevedono il coinvolgimento di animali domestici. Prima del Covid lui nella vita faceva altro. Poi, in quei lunghi mesi di cattività, si è appassionato all’argomento: «Ho iniziato a leggere e studiare – spiega – soprattutto in merito all’esperienza francese, e ho capito che mi sarebbe piaciuto farlo anche qua. Ho cercato di capire quali persone potessero aiutarmi, a quali enti affidarmi per la formazione». Nel 2021, la formazione, l’ha completata, e l’anno successivo è toccato a sua moglie Roberta Comparolo. Oggi con loro lavora la veterinaria Chiara Natali. E poi ci sono i tanti collaboratori.

«Professionisti – sottolinea – registrati sull’apposito portale, a garanzia che possono fare pet therapy». Lui gestisce gli animali, che passano gran parte del tempo liberi di godersi quel territorio del quale l’azienda promuove la salvaguardia, proponendo attività ecologiche e di esplorazione. I due asini capostipite sono mamma Pepa, che ha otto anni, e suo figlio Archie. Poi è arrivato il secondo, Cisco. Qualche mese fa per completare il branco si sono aggiunte Bella e Isabel, più piccole, con il manto chiaro. Non un questione di gusto cromatico, ma perché alcune persone particolarmente sensibili possono avere maggior facilità nel rapportarsi con animali con queste caratteristiche. I bambini, infatti, amano Bella. E poi c’è la mascotte, Dante, nato un paio di settimane fa appena. L’obiettivo, realizzare il primo centro specifico della provincia di Lecco e Sondrio. Un luogo dove, già oggi, si ritrovano tanto i piccoli della scuola materna di Bellano quanto gli utenti del centro anziani di Colico. E persino le coppie di innamorati possono regalarsi una passeggiata a passo d’asino.

Cauto e riflessivo

Le caratteristiche di questi animali favoriscono l’interazione con molte tipologie di utenze, e ogni progetto viene studiato ed elaborato in equipe, con tutte le figure professionali riconosciute, necessarie per monitorare e valutare il raggiungimento degli obiettivi prefissati. I tempi del dileggio, i tempi in cui erano usati come animali da lavoro da sfiancare, sembrano lontani. «L’asino – dice Giovanni Russo – paga la propria enorme intelligenza. In natura è una preda, e non ha l’agilità e la velocità del cavallo per mettersi in salvo. Per questo è riflessivo e cauto, prima di fare un passo deve essere certo che quella sia una strada sicura. Ma purtroppo l’uomo, quando non riesce a sottomettere una creatura, preferisce ritenerla stupida».

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