Mettere a fuoco il mondo (e sé stessi)
Il gruppo Nato nel Parco del San Martino, con la guida di Gin Angri, ora si racconta alla città con una mostra
Lettura 2 min.È mercoledì ed è appena finita la riunione di redazione. Tutte le settimane nel Parco del San Martino è un fiorire di idee, pensieri, proposte: si sta organizzando un’uscita guidata per scoprire le bellezze di Como, si condividono i contenuti della rivista “Oltre il giardino”, mentre fervono i preparativi per il “Fuori Festival” della salute mentale che sabato 10 ottobre aprirà a tutti il Parco con incontri, sport e musica.
Ci sarà anche una mostra fotografica, nata dalla passione e dal lavoro del Collettivo “Oltre il giardino”. A guidarlo, il maestro della fotografia Gin Angri. «Il gruppo è nato dall’esigenza di avere un nucleo fotografico per la nostra rivista che si serve molto delle immagini – rompe il ghiaccio Gin Angri – con il tempo il corso si è rivelato un prezioso meccanismo di espressione per imparare a dire le cose con le fotografie». Dopo qualche lezione di tecnica e briciole di storia della fotografia, il gruppo si sperimenta scattando scorci di Milano e mettendo in cantiere un fotoromanzo. «Il corso ha cambiato la mia sensibilità visiva - dice Stefania - Amo fotografare i volti, cogliere l’anima di una persona».
«All’inizio ero un po’ inesperto, poi ho cominciato ad affezionarmi alla foto – racconta Simone - Sono riuscito a fotografare e a capire che ero capace di farlo. Poi c’è il bel rapporto con i miei compagni e con i maestri del corso. Mi diverte molto e spero di continuare». Stefania legge ad alta voce quello che ha scritto: «Questo corso mi ha dato modo, nonostante i farmaci che mi obnubilano non poco, di acquisire una maggiore sensibilità alle immagini e ai colori del mondo che mi circonda. Mi ritengo una persona sensibile e ho capito, grazie a questo corso, che la fotografia non è solo riprodurre immagini e persone ma è anche trasmettere attraverso l’obiettivo sensazioni, sentimenti ed emozioni. Sto imparando a poco a poco ad allargare i miei orizzonti e anche il mio cuore. Di questo ringrazio sia i miei insegnanti, che hanno un’infinita pazienza, sia i miei compagni di corso con cui si è creato un bel rapporto di collaborazione e complicità». La giovane Alessia è molto sintetica, ma nella sua frase c’è tutto: «La fotografia mi aiuta a rielaborare la mia testa».
Gabriele e Alessia sono reduci da uno shooting e raccontano ridendo di come si siano inoltrati in un bosco per poterlo realizzare. «Mi sono trovato davvero bene, è stato uno stimolo per cambiare il modo in cui vedo le cose e il rapporto umano con le persone» racconta Gabriele mentre mostra orgoglioso una macchina fotografica d’epoca con cui si scatta guardando nel mirino all’altezza del petto. «Io e Gabriele ci siamo conosciuti l’anno scorso - aggiunge Roberto, il decano del gruppo - è arrivato con questa Pentax analogica e ci siamo divertiti a confrontarci, è bello questo scambio di visioni tra generazioni diverse».
«La fotografia è una maniera diversa di guardare il mondo. È come una continua elaborazione che non finisce mai perché non puoi fare sempre foto simili e istintivamente trovi sempre cose nuove, realtà nuove e maniere diverse di interpretarle. E tutto questo mi porta a rinnovarmi», sono le parole di Anna. Poi c’è Andrea, il “chimico” del gruppo, la sua passione per la scienza lo ha portato a sperimentare fino ad arrivare a sviluppare i rullini con prodotti che si trovano in cucina: carbonato di sodio, succo di limone e caffè. Con un risultato straordinariamente poetico. Anche a Pietro il corso è piaciuto moltissimo: «Sono riuscito a distaccarmi dalla mia quotidianità. Aspetto il corso avanzato perché mi piacerebbe che diventasse un lavoro». «C’è chi dice che un’immagine vale mille parole. Io personalmente non ci ho mai creduto – aggiunge Andrea - Credo che un’immagine valga un’emozione, non necessariamente bella ma autentica in ogni caso».
Preziosa è stata la guida della volontaria Elena Romano, che racconta: «Ho investito passione ed energie nel progetto, sono felice dei risultati raggiunti e dell’impegno dimostrato dalle allieve e dagli allievi che si sono sempre più appassionati. Un grazie alla nostra associazione che ci ha sostenuto». E per chi lo vorrà, sabato 10 ottobre, i fotografi del Collettivo saranno a disposizione per scattare una foto-ritratto.
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