Pietro, il nostro campione tedoforo alle paralimpiadi
Vive a Schignano, ha soltanto 19 anni ma è già un campionissimo di bici, nuoto, di triathlon e di biathlon. Il suo sogno? Gli Europei in Polonia. Intanto però questa settimana porterà la fiamma in arrivo a Verona
Alle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, ci sarà un tedoforo speciale che arriva dalla provincia di Como.
Mamma Alessandra «Vuole imparare e conoscere, ama il teatro»
Si chiama Pietro Lorenzo Fiana, da Schignano, e a 19 anni è già un campione di bici, nuoto, triathlon, duathlon.
Vincitore sui pedali del campionato italiano di categoria nel 2024 e nel 2025, questa estate sogna di arrivare agli europei in Polonia, chissà, magari ai mondiali. Di sicuro questa settimana tra le sue mani terrà la fiamma paralimpica in arrivo a Verona.
Pietro Lorenzo Fiana è un campione pluripremiato di ciclismo su strada. Nato con la sindrome di Down e cresciuto tra le montagne del Lario, è stato uno dei primi a promuovere lo sport in bici per le persone con disabilità intellettive. Oltre allo sport, Pietro si è diplomato al Cfp di Monte Olimpino e lavora nella ristorazione.
La carriera
«In bicicletta ha vinto il campionato dedicato su strada gli ultimi due anni – racconta mamma Alessandra – ma Pietro ha primeggiato per la disabilità intellettiva anche nel triathlon e nel duathlon. È stato insomma velocissimo sui pedali, in acque libere e poi per chilometri di corsa».
Quelle a cui partecipa Pietro «sono gare molto provanti, davvero impegnative per il fisico, valevoli anche per gli atleti normodotati. Quindi si allena praticamente tutti i giorni in vasca, a Como con l’associazione Osha».
Osha asp è un’associazione sportiva comasca che ha più di cinquant’anni di storia, e si propone, attraverso il coinvolgimento di persone con disabilità nella pratica sportiva, non solo il recupero ed il mantenimento fisico; ma anche un percorso di crescita psicofisica, sociale e culturale.
Forte di questi riconoscimenti Pietro «è stato contattato insieme a un gruppo di atleti con disabilità dalla fondazione Allianz, che organizza il passaggio della fiamma alla partenza delle Paralimpiadi. Tutto insieme alle federazioni che seguono sportivamente questi ragazzi, che arrivano da Roma, Firenze, Milano e, appunto, dal lago di Como». Compiuti 19 anni, Fiana ha dunque davanti una lunga carriera sportiva: è considerato un vero talento nell’ambiente e ha tempo per conquistare altre soddisfazioni.
Ma la storia di Pietro, persona con sindrome di Down, più volte ripresa dal nostro quotidiano, non è partita con facilità sui pedali nell’Alto lago. All’inizio, infatti, non c’erano molte squadre, attività o allenatori nella zona, anzi. L’offerta per questo target della popolazione non era, e forse non lo è ancora oggi, ampia.
Negli ultimi anni però, piano piano, la sensibilità è aumentata. E il giovane atleta comasco, così partito dalla bergamasca, dalla Valcavallina, con la superbike, è poi riuscito con il sostegno di diverse associazioni (per esempio il Rotary), a far partire attività più vicino, alla Cus Pro Patria di Milano.
«Pietro è stato uno degli artefici che ha promosso l’inizio delle attività sulle due ruote per questo genere di disabilità nel Milanese – racconta sempre la mamma – adesso le squadre si sono ampliate, rafforzate, quindi è nato a Meda il team Asnaghi, che comunque raccoglie utenza anche al di fuori della Lombardia, per esempio dall’Emilia». Se vittorie e prestazioni convincenti dovessero confermarsi nei prossimi anni, l’altro grande traguardo per Pietro sono i mondiali al Cairo. Questi esempi sportivi, ricchi di successi, aiutano l’intero movimento a crescere.
Vita quotidiana
Nel frattempo Pietro, finiti gli studi di sala al Centro di formazione professionale di Monte Olimpino, ha iniziato a lavorare, è stato inserito nella brigata di Villa Carlotta, al bistrot: una professione stimolante che lo appaga, sta accanto a tanti ragazzi e ragazze che lo aiutano a crescere.
Ma senza ombra di dubbio, la sua inesauribile fonte di energia è tra le montagne della Val d’Intelvi: la sua famiglia coraggiosa. C’è la sorella maggiore, Costanza, e il fratello Lorenzo, che sulla bicicletta ha indossato a lungo i panni dell’allenatore. Poi c’è Michael, anche lui persona con sindrome di Down e, infine, il piccolo Carlo, già pronto a scorrazzare sulle due ruote, nonostante sia non vedente.
«Lo sport, il movimento, le gare, sono state per tutti una spinta importante, potente – racconta la mamma –. Certo è una passione impegnativa, che non conosce pause nemmeno la domenica e che in parte ha ridotto gli spazi per gli altri interessi, che pure erano diversi». Tuttavia lo sport a casa Fiana rimane «uno strumento capace di regalare grande vitalità».
La fiamma di Olimpia
Alessandra racconta che «Pietro è autonomo, va in bus da solo al lavoro, è capace, si vede che vuole imparare e conoscere, ama il teatro. Certo sono la mamma - sottolinea - per cui finché vorrà potrà stare con noi a casa, ma non è detto non sia tanto forte da trovare una sua strada».
Portando con sè il fuoco più celebre dello sport, il nome di Pietro rimarrà per sempre ricordato insieme a quelli degli altri 500 tedofori scelti per il viaggio della fiamma paralimpica, iniziato a febbraio con l’accensione a Stoke Mandeville, nel Regno Unito. Oggi la fiaccola, arrivata a Cortina d’Ampezzo, partirà verso Verona. Da Padova a Verona, venerdì prossimo, il turno del nostro tedoforo comasco è previsto alle porte della città scaligera, attorno al comune di Isola delle scale.
Al di là di questa esperienza indimenticabile, la squadra di bici di Pietro ci tiene a festeggiare con tutti i sostenitori il 9 maggio per la prima edizione di “Pedalare un sogno”, una gara su strada per le categorie agonistiche e promozionali presso il ciclodromo di via Icmesa a Meda, con il team Asnaghi nel circuito FaumCup. E, c’è da scommetterci, Pietro sarà presente con il solito entusiasmo.
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