Tanti auguri Repubblica
Ottant’anni fa gli italiani dicevano addio alla monarchia. I valori della Costituzione
Lettura 3 min.Era il 2 giugno 1946. Quando gli italiani, a grande maggioranza, scelsero la Repubblica. Ottant’anni fa 12.718.641 cittadini sancirono la fine della monarchia. Le prime elezioni a suffragio universale, aprirono la stagione dell’Assemblea costituente che portò alla nascita della nostra Carta.
Una Repubblica democratica La sovranità è del popolo
Per festeggiare gli ottant’anni della Repubblica italiana, Diogene pubblica i principi, i diritti e i doveri essenziali voluti dai nostro costituenti.
Principi fondamentali
Sovranità popolare. L’articolo 1 recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo”. Significa che il potere non appartiene a un re o a un’élite;, ma che sono i cittadini a esercitarlo “nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
Tutti abbiamo un dovere di solidarietà verso gli altri
Centralità del lavoro. Sempre nell’articolo sancisce che dignità e partecipazione sociale derivano dal lavoro, non da nascita, censo o privilegi. L’articolo 4 ribadisce che “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.
Diritti inviolabili della persona. L’articolo 2 “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (...) e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. La persona viene prima dello Stato, ma la libertà individuale convive con responsabilità verso la collettività.
Uguaglianza. Per l’articolo 3 “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge». Si tratta non solo di una uguaglianza formale, ma sostanziale perché “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che limitano libertà e dignità.
Unità e autonomie locali. L’articolo 5: dice che “la Repubblica è una e indivisibile”, ma accanto a questo “riconosce e promuove le autonomie locali”. Da qui derivano: Comuni; Province; Regioni; autonomie speciali.
Tutela delle minoranze linguistiche. L’articolo 6 “protegge le minoranze linguistiche”.
Stato e Chiesa distinti. L’articolo 7 chiarisce che “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”. È il compromesso storico che recepisce i Patti Lateranensi.
Libertà religiosa. Conseguente è l’articolo 8 che sancisce che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” e che le confessioni diverse dalla cattolica “hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano”.
Cultura, ricerca, paesaggio. L’articolo 9 è forse uno dei più originali a livello internazionale: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.
Diritto internazionale e asilo. L’articolo 10 regola i rapporti con il diritto internazionale, e sottolinea come “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”. Ma in questo articolo c’è anche la garanzia al diritto di asilo:
l’Italia si conforma al diritto internazionale e riconosce il diritto d’asilo per “lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana”.
Ripudio della guerra. “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Sono i principi dell’articolo 11: non significa pacifismo assoluto, in quanto consente difesa, missioni internazionali e alleanze, ma rifiuta la guerra aggressiva.
I diritti costituzionali
Libertà personale. Il primo articolo del capitolo su “Diritti e doveri dei cittadini” riguarda la libertà: “La libertà personale è inviolabile”. Nessuno può essere arrestato o perquisito arbitrariamente senza le garanzie di legge.
Libertà di domicilio e comunicazione. Diretta conseguenza sono gli articoli 14 e 15 che stabiliscono l’inviolabilità del domicilio e la segretezza della corrispondenza e delle comunicazioni.
Libertà di circolazione. Tra le libertà garantite dalla Costituzione, all’articolo 16 c’è il diritto di muoversi e soggiornare liberamente. Soprattutto, si legge: “Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”.
Libertà di riunione e associazione. L’articolo 17 stabilisce che “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi”. Il 18 che “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”
Libertà di pensiero e stampa. Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. È uno dei pilastri della democrazia.
Diritto alla difesa. L’articolo 24 stabilisce che tutti possono difendersi davanti a un giudice e far valere diritti e interessi legittimi. Accanto a questo vi è l’articolo 27 secondo il quale una persona è considerata non colpevole fino alla condanna definitiva.
Diritto alla salute e allo studio. Per l’articolo 32 la salute è diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Mentre gli articoli 33 e 34 sanciscono che “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi” e impongono una scuola aperta a tutti.
I doveri
Dovere di solidarietà, di lavorare e contribuire alla società. Sono compresi dei diritti fondamentali all’articolo 2 e all’articolo 4.
Dovere di fedeltà alla Repubblica. Lo impone l’articolo 54: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi”.
Dovere fiscale. I cittadini devono anche “concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. Lo impone l’articolo 53, che introduce anche il fondamento costituzionale del sistema tributario progressivo.
Dovere di difesa della Patria. Infine, anche se oggi non esiste più la leva obbligatoria, l’articolo 52 sottolinea che “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.
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