Boom del turismo, a Como il rischio di un effetto bolla
Il confronto L’allarme di Fabio Dadati a fronte dei massicci investimenti dei fondi internazionali: «Siamo sicuri che tra dieci anni sarà ancora così?»
Lettura 2 min.Como
È atteso ancora in crescita il turismo sul Lario. Lo scorso anno si sono registrati quasi 2 milioni di arrivi e oltre 5 milioni di presenze, l’86% sono turisti stranieri secondo l’Osservatorio regionale. Una accelerazione che ha una storia recente, prima graduale nel dopo Expo, poi esponenziale post pandemia. «Siamo sicuri che fra dieci anni sarà ancora così? – si chiede Fabio Dadati, intervenuto nel convegno dedicato alla governance dei flussi turistici ieri a Villa Gallia per la Camera di Commercio di Como e Lecco - se ci si struttura esclusivamente su enormi flussi internazionali, che nell’arco di pochi anni potrebbero mutare, si rischia il deserto» e indica nell’espansione degli investimenti dei gruppi e dei fondi internazionali la radice del problema. «Quando la grande finanza diventa debordante fa venir meno l’equilibrio con le imprese locali ma anche con i servizi. Giochiamo nello stesso campionato, ma non con le stesse armi».
Il convegno a Villa Gallia
Per scongiurare l’impatto dirompente di questa rapida trasformazione, su iniziativa dell’ente Provincia di Como si è svolto il confronto “Il ruolo dei Comuni nella governance operativa dei flussi turistici” ieri a Villa Gallia. «Il turismo è una grande opportunità per il nostro territorio, ma proprio perché il Lago di Como è diventato una destinazione conosciuta in tutto il mondo dobbiamo essere capaci di governarne la crescita – ha spiegato il presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca - questo significa lavorare insieme. Il progetto DQuaDLA va proprio in questa direzione: utilizzare i dati e la collaborazione tra enti per prendere decisioni più consapevoli e migliorare i servizi, nell’interesse dei visitatori ma soprattutto delle comunità che vivono questi territori».
Attraverso un approccio data-driven, il programma Interreg ha l’obiettivo di mettere a disposizione delle amministrazioni strumenti e competenze per conoscere, monitorare e gestire i flussi turistici e supportare una pianificazione più efficace dei servizi.
Sono stati proprio i sindaci ad animare la prima tavola rotonda: erano rappresentati i comuni di Como, Tremezzina, Bellagio, Cernobbio, Menaggio, Nesso e Torno. Nelle infinite differenze che li caratterizza, si è trovata sintesi nel riconoscimento del valore economico che il turismo rappresenta per i territori, nel comune problema di trovare abitazioni a prezzi accessibili per i residenti e nella volontà di trovare soluzioni efficaci per attrarre i flussi in tempi e luoghi diversi dai più noti e di migliorare la vita dei cittadini, anche utilizzando le risorse della tassa di soggiorno.
Per i saluti istituzionali sono intervenuti: Alessandra Hofmann, presidente della Provincia di Lecco, Alessandro Fermi, assessore all’Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, e un saluto è arrivato da Milano, inclusa nel programma Interreg.
Il focus
L’approfondimento è stato affidato a Eleonora Lorenzini, direttrice dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, e a Claudio Russo, ricercatore del Politecnico di Milano, per la dimensione e gli effetti dei flussi turistici nei territori coinvolti dal progetto.
Dopo le istituzioni, si sono confrontati gli operatori: oltre a Fabio Dadati sono intervenuti Giovanni Stefano Galli, presidente Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale dei bacini di Como, Lecco e Varese, Stefano Vanzati, responsabile sviluppo servizio TPL di ASF, e Giuseppe Mafale, Direttore di esercizio Como, Navigazione Laghi. Infine, la tavola rotonda sulla governance politica ha approfondito il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali con la partecipazione dei Consiglieri regionali della Lombardia Anna Dotti, Sergio Gaddi e Angelo Orsenigo.
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