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Il caso La carenza di abilità adeguate è un ostacolo alla diffusione di tecnologie avanzate. Fenomeno su tutto il territorio nazionale
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La mancanza di competenze adeguate continua a rappresentare il principale ostacolo alla diffusione delle tecnologie avanzate nelle imprese. Nelle province lariane, un lavoratore su due in possesso delle competenze richieste risulta introvabile, rallentando i processi di innovazione e trasformazione digitale.
Nell’elenco delle competenze più ricercate figurano l’intelligenza artificiale, il cloud computing, l’Industrial Internet of Things, la data analytics e i big data, la realtà virtuale e aumentata e la blockchain, tecnologie sempre più strategiche per la competitività delle aziende. Queste competenze trovano applicazione in diversi ambiti, dall’automazione dei processi produttivi all’analisi dei dati a supporto delle decisioni aziendali, dalla manutenzione predittiva alla personalizzazione di prodotti e servizi, fino alla cybersecurity e alla gestione sicura delle informazioni. La domanda di queste professionalità è particolarmente forte nei settori più coinvolti dalla trasformazione digitale, a partire dalla manifattura e dalla meccanica, dalla metalmeccanica e dalla logistica, ma anche nella sanità, nei servizi alle imprese e nel commercio.
Tra le realtà che non utilizzano ancora l’AI ma ne hanno valutato l’introduzione, l’11,5% del totale (Istat, 2025), il 58,6% indica la mancanza di competenze adeguate come il principale fattore di freno. Pesano anche l’incertezza del quadro normativo (47,3%), l’indisponibilità o la scarsa qualità dei dati necessari all’addestramento e all’utilizzo dei sistemi (45,2%), le preoccupazioni legate alla privacy e alla protezione dei dati (43,2%) e gli elevati costi di implementazione (43%). Più contenuto, ma comunque significativo, il peso delle questioni etiche, segnalate dal 25,7% delle imprese.
L’analisi di Confartigianato, basata sui dati di Unioncamere e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, conferma le difficoltà di reperimento delle professionalità richieste dalla transizione digitale.
Nel 2025 in provincia di Como le entrate previste erano 4.960, pari al 10,1% del totale, ma per 2.500 di queste le imprese segnalavano difficoltà di reperimento, il 50,5%. Proporzioni simili si registrano anche a Lecco, dove la domanda riguardava 2.410 lavoratori, il 10% delle entrate complessive, e 1.260 profili risultavano di difficile reperimento, il 52,4%. Il fenomeno interessa l’intero territorio regionale e nazionale. In Lombardia nel 2025 le imprese avevano programmato 121.440 assunzioni di profili specializzati in AI e tecnologie digitali, l’11,8% del totale. Di queste, 60.960 risultavano di difficile reperimento con un’incidenza del 50,2%. A livello nazionale le imprese hanno ricercato 621mila lavoratori con competenze avanzate nella gestione e nell’implementazione delle tecnologie digitali nei processi aziendali, oltre la metà, 316mila profili, è risultata di difficile reperimento, il 50,8%.
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