Cresce l’edilizia lombarda: +4,9%

Trend Bonus e Pnrr sostengono ancora il comparto, ma le imprese guardano al futuro con molta prudenza. Diodato (Cna): «Dal 2027 rischio lavoro nero». Fagioli (Confartigianato): «Verso una contrazione importante»

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Como

Quest’anno si conclude l’era dei bonus edilizi e anche l’”effetto” dei Pnrr sui lavori pubblici, eppure nel secondo trimestre 2026 prosegue la crescita dell’edilizia lombarda secondo l’analisi di Unioncamere Lombardia per il secondo trimestre dell’anno: il volume d’affari aumenta del +4,9% su base annua, pur con un ritmo più contenuto rispetto alle precedenti rilevazioni. La maggioranza delle imprese intervistate (52%) segnala una crescita rispetto allo stesso periodo del 2025, quota che raggiunge il 56% nel mercato pubblico.

«La proroga del bonus ristrutturazioni al 50% per le prime case, in scadenza il 31 dicembre, ha dato una spinta concreta anche alle piccole imprese artigiane del settore legno – osserva Pasquale Diodato, presidente di Cna Lombardia Nord Ovest - negli ultimi mesi le commesse sono aumentate: chi doveva realizzare piccoli interventi ha approfittato dell’agevolazione con detrazione in dieci anni. Per questo è credibile la stima di crescita del 5% indicata da Unioncamere. Dal primo gennaio, tuttavia, la detrazione dovrebbe rientrare fisiologicamente al 36%, a meno che la prossima legge di bilancio non preveda una nuova proroga – aggiunge Diodato - bisognerà capire con chiarezza quali saranno le decisioni del Governo. In un mercato con minori incentivi, la tentazione di svolgere opere non fatturate per risparmiare sui costi potrebbe aumentare, con gravi ripercussioni non solo sulla concorrenza sleale per chi opera nella legalità, ma anche sulla sicurezza nei cantieri. È un fenomeno che andrà monitorato con estrema attenzione».

Sempre secondo l’analisi di Unioncamere, anche la spinta delle opere pubbliche emerge dalle aspettative delle imprese intervistate, anche grazie agli investimenti legati alla fase finale di attuazione del Pnrr.

«I lavori pubblici commissionati alle grandi aziende hanno impresso un incremento significativo, sia in Borsa sia sui mercati europei, spinti dalla corsa a ultimare le opere legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza – ha osservato Virgilio Fagioli, vice presidente di Confartigianato Imprese Como e vice presidente vicario di Anaepa -Confartigianato Edilizia - per le piccole e medie imprese attive nell’ambito delle ristrutturazioni e delle manutenzioni l’impatto è stato invece marginale, motivo per cui tra le realtà di minori dimensioni prevale un certo pessimismo per il futuro. Entro la fine dell’anno, tuttavia, gli effetti di questo rallentamento inizieranno a mostrarsi evidenti anche per i player maggiori. Con l’esaurimento progressivo dei fondi europei e delle risorse del Pnrr si assisterà a una contrazione importante del comparto – conclude Fagioli - le prospettive non si preannunciano rosee, pur in presenza di un bilancio annuale che ha registrato un’espansione rilevante proprio nel settore delle opere pubbliche. L’analisi presentata da Regione Lombardia rispecchia con estrema chiarezza l’esatto quadro della situazione attuale».

Il focus dedicato a credito e finanza evidenzia infatti un peggioramento delle valutazioni delle imprese del settore dell’edilizia sul costo del credito, ma resta elevata la fiducia sulla sostenibilità finanziaria: l’81% esprime un livello di preoccupazione nullo o basso rispetto alla capacità di restituire il debito. Più pessimiste le micro e piccole imprese e quelle attive nei mercati residenziale e delle ristrutturazioni.

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