Imprese a caccia di competenze AI. La metà degli addetti non si trova

Confartigianato In provincia di Como mancano 2.500 figure, il 50,5%, a Lecco 1.260, il 52,4%. Il mercato fatica a offrire un numero sufficiente di candidati con le professionalità necessarie

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La disponibilità di competenze legate all’intelligenza artificiale è uno dei nodi centrali della trasformazione digitale. La diffusione dell’AI non riguarda solo gli investimenti in tecnologia, richiede anche persone capaci di utilizzarla e integrarla nei processi aziendali.

I dati territoriali

La domanda di figure specializzate cresce e contemporaneamente si amplia la difficoltà delle aziende nel trovare personale adeguatamente preparato. Questo il quadro che emerge dai dati 2025 elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato, che evidenziano una domanda significativa di professionalità con competenze AI anche nell’area lariana.

In provincia di Como sono previste 4.960 entrate con competenze legate all’AI, il 10,1% del totale delle entrate programmate. Di queste, 2.500, il 50,5%, praticamente una su due, risultano difficili da reperire. Como si colloca così al 71esimo posto nella graduatoria nazionale.

La situazione è ancora più critica a Lecco, dove le imprese prevedono 2.410 entrate con competenze AI, il 10% del totale. Oltre la metà dei profili ricercati, 1.260, è considerata difficile da trovare, una quota del 52,4%. La provincia occupa il 61esimo gradino nella classifica italiana. Il fenomeno assume dimensioni ancora più rilevanti se osservato a livello regionale. In Lombardia le entrate previste con competenze AI sono complessivamente 121.440, l’11,8% del totale. Di queste, 60.960 risultano difficili da reperire, con una percentuale del 50,2%.

Gli ostacoli

I numeri fotografano le due facce della medaglia, da un lato l’AI sta diventando una competenza sempre più richiesta dal sistema produttivo, dall’altro, il mercato del lavoro fatica a offrire un numero sufficiente di candidati con le professionalità necessarie. A Como e Lecco, così come nel resto della Lombardia, circa un ingresso su due tra quelli che richiedono competenze AI risulta difficile da coprire.

E’ stato chiesto alle imprese italiane quali sono gli ostacoli principali alla transizione digitale, il primo riguarda proprio la mancanza di competenze segnalato dal 58,6%. Seguono, la carenza di chiarezza legislativa (47,3%), l’indisponibilità o la scarsa qualità dei dati necessari (45,2%), le preoccupazioni relative alla privacy e alla protezione dei dati (43,2%), i costi elevati (43%) e considerazioni etiche (25,7%).

In Italia nel 2025 le imprese hanno richiesto 621mila lavoratori per cui sono necessarie, con un grado elevato, le competenze utili per la gestione e l’implementazione nei processi aziendali delle tecnologie digitali avanzate. Si tratta delle competenze per AI, cloud computing, Industrial Internet of Things, data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain. Di queste 316mila sono di difficile reperimento, il 50,8% delle relative entrate previste.

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