Effetto calcio e grandi hotel: il turismo corre con sport e lusso
Numeri e trend Il fenomeno sul Lago di Como supera la soglia delle 6,8 milioni di presenze. Menaggio e il Duomo di Como nella top 20 dei siti più attrattivi. Il ruolo del Como in Serie A
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Il turismo nell’area lariana sta vivendo una fase straordinaria di espansione, con ritmi di crescita che superano la media regionale e ne consolidano il posizionamento come destinazione d’eccellenza globale.
A confermarlo sono i dati della 24ª Giornata dell’Economia della Camera di Commercio di Como-Lecco, che delineano un territorio ad altissima reputazione, trainato dall’apprezzamento del brand “Lago di Como”.
Secondo l’Osservatorio del Turismo di Unioncamere, la motivazione principale che spinge i visitatori a scegliere il Lario è la straordinaria qualità ambientale e naturalistica dei luoghi. Questa motivazione è indicata dal 45-50% dei turisti a Como e dal 25-30% a Lecco, strettamente connessa alla possibilità di praticare attività outdoor come escursionismo, trekking, bike e vela. Subito dopo si posiziona il turismo culturale: il patrimonio artistico, storico e monumentale attira il 35-40% dei visitatori sul ramo comasco e il 20-25% su quello lecchese. È inoltre in forte ascesa il turismo sportivo (tra il 15% e il 20%), complici eventi di rilievo e la presenza del Como in Serie A.
A certificare la reputazione lariana è una recente indagine di Regione Lombardia sulle “top 20” attrazioni regionali: ben 5 si trovano sul Lario. Menaggio con il suo lungolago e il Duomo di Como registrano addirittura il sentiment più elevato dell’intera Lombardia.
Seguono la celebre Villa Balbianello a Lenno e, sul fronte lecchese, Villa Monastero a Varenna e l’Orrido di Bellano. Una capillarità di bellezze che include anche Villa Carlotta, Villa Olmo, i giardini di Villa Melzi a Bellagio, il Castello di Vezio e l’Abbazia di Piona. Questo successo si riflette in una crescita imponente dei flussi: nel 2025 gli arrivi sono aumentati del 9,4% e le presenze del 10,5%, sfiorando la quota record di 6,8 milioni di notti trascorse sul territorio. Il settore extra-alberghiero fa da traino con un balzo del 18,4% delle presenze, mentre l’alberghiero mostra una polarizzazione verso l’alto. I posti letto in strutture a 4 e 5 stelle rappresentano ormai quasi il 50% dell’offerta alberghiera totale, evidenziando la forte attrazione del Lario per un turismo high-spending e per il segmento dei matrimoni ed eventi di lusso. Tuttavia, permangono squilibri e criticità. Il peso turistico è sbilanciato a favore di Como, che detiene l’85% delle presenze alberghiere e il 73% di quelle extra-alberghiere.
Sul fronte lecchese si avverte ancora un deficit di infrastrutture dedicate, come nel caso dei servizi di navigazione. Infine, le imprese soffrono una forte carenza di personale: il 52% delle assunzioni programmate nel settore è di difficile reperimento, a causa della forte stagionalità, degli orari e della concorrenza del Canton Ticino, dove i salari nel settore turistico-alberghiero risultano da 2,5 a 3 volte superiori a quelli italiani.
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