Effetto overtourism: hotel ticinesi
pieni grazie a Como
Confine Il presidente degli albergatori svizzeri Federico Haas sottolinea i benefici per le strutture oltre frontiera «Un americano non distingue tra il Lario e Lugano»
Lettura 2 min.Il +4% dei pernottamenti registrati da inizio anno in Ticino sarebbe in parte riconducibile all’overtourism di Como, tanto che ai microfoni della RSI il presidente di HotellerieSuisse Sottoceneri Federico Haas ha parlato apertamente di un «effetto Como» che si ripercuote in modo decisamente positivo sul Cantone di confine.
Lo abbiamo contattato per meglio perimetrare queste dinamiche territoriali e a «La Provincia» Federico Haas ha rimarcato come «il Ticino non scommette affatto sull’overtourism di Como, ma certo siamo ben lieti di ospitare chi non trova posto sul vostro territorio nei periodi di alta e altissima stagione, questo sì».
Un’unica grande meta
Il ragionamento di fondo del presidente di Hotelleriesuisse Sottoceneri verte sul fatto che l’area geografica a cavallo del confine da una certa tipologia di viaggiatori internazionali viene considerata come un’unica grande meta, nel senso che il turista che giunge da Oltreoceano non fa reali distinzioni di frontiera. Como e Lugano sono due volti della stessa medaglia e l’ospite semplicemente sceglie la struttura dove trova disponibilità.
Non c’è dubbio però che il Ticino stia beneficiando del sovraffollamento comasco, unito — secondo Federico Haas — a prezzi non così accessibili in riva al Lario. «Non è un mistero che sui prezzi alberghieri Como stia spingendo forte sull’acceleratore. A parità di servizi offerti, la Svizzera non mi risulta affatto essere più cara di altri Paesi europei, nel novero dei quali non figura solo l’Italia. È la forte domanda che fa il prezzo finale e attraverso questa leva economica gli albergatori comaschi stanno facendo davvero ottimi affari, proponendo strutture qualitativamente di ottimo livello, alcune delle quali riqualificate anche di recente. È una semplice legge di mercato, dunque, e come tale va rispettata».
Certo è che l’overtourism comasco sembra interessare in quota sempre maggiore la fascia di confine del Ticino, tanto che la confinante Chiasso ha dedicato a questo fenomeno un articolato convegno. La realtà comasca, dal periodo pre-pandemia a oggi, ha registrato un boom turistico straordinario e senza eguali, forte di oltre 5 milioni di pernottamenti. Un’opportunità strategica da sfruttare sino in fondo dentro una realtà come Chiasso che sta provando a cambiare pelle, connotandosi come destinazione intermedia per una o due notti di soggiorno nei collegamenti tra il nord e il sud delle Alpi, grazie anche alla vicinanza con Como.
«Inviterei caldamente il Comune e il sindaco di Chiasso a dare maggiore parola agli addetti ai lavori, magari facendo sedere all’interno di questa task force strategica almeno un albergatore», il commento di Federico Haas. «Non siamo stati interpellati e questo in parte mi sorprende. Pertanto non essendo presenti al momento non possiamo esprimere giudizi in merito».
Un mercato in crescita
Ora c’è da capitalizzare al massimo il mese di agosto, votato per antonomasia al turismo estivo. «Non va tutto alla perfezione, ma stiamo comunque confermando soprattutto Lugano come una destinazione estremamente gettonata sia dal pubblico confederato svizzero sia da quello proveniente da diversi Paesi del mondo. Un mercato in fortissima e costante crescita a Lugano è senz’altro quello dei turisti americani», l’ultima sottolineatura del presidente di Hotelleriesuisse Sottoceneri. «Chissà se un po’ di questi ospiti attirati a Como dal celebre effetto Clooney hanno poi deciso di rinunciarvi, strizzando l’occhio al nostro territorio, connotato esattamente come il vostro da un incantevole connubio di montagne e lago».
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