Fusione saltata in Confindustria, il lecchese Campanari: «Non c’erano le condizioni strutturali»

Il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio: «Progetto intelligente sulla carta, ma la logica ci ha portati ad una scelta differente dopo un’attenta ed approfondita analisi»

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Lecco

Con una lettera inviata al direttore de La Provincia di Lecco, Diego Minonzio, il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio è intervenuto sul tema della mancata fusione dell’associazione con Confindustria Como, una scelta ufficializzata mercoledì con una nota di via Raimondi.

«Caro Direttore - scrive Campanari -, con riferimento a quanto apparso su “La Provincia di Lecco” e “La Provincia di Sondrio” - ovvero l’articolo dal titolo “Confindustria, addio asse lariano. Frena la fusione Lecco-Como” -, preferisco non entrare nell’architettura delle ricostruzioni delle “gole profonde” relativamente a un progetto esplorato con serietà e determinazione da entrambe le parti coinvolte, e che non vi è dubbio alcuno che fosse strategicamente intelligente nelle intenzioni e sulla carta. Le cose, spesso, sono più razionali, più semplici e decorose di quel che possano sembrare, e questo nella fattispecie è uno di quei casi».

«Semplicemente - prosegue Campanari -, dopo un’approfondita ed articolata analisi, si è giunti alla conclusione che non vi fossero -purtroppo- le condizioni strutturali per dar seguito in maniera logica al percorso di aggregazione. E per ciò che mi riguarda, ho imparato che la logica è di gran lunga il criterio migliore da seguire (e quando non lo si fa, si commette un errore). Grazie per l’attenzione».

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