Il tessile resiste alla crisi. Fiducia a Milano Unica

In fiera Calo della domanda internazionale, ma settore in evoluzione. Canclini: «Innovare è valorizzare il nostro patrimonio manifatturiero»

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Como

«Dalle radici al futuro, il tema scelto per questo appuntamento, è già un piano operativo per il settore. Il Made in Italy è un processo continuo, quotidiano, per raggiungere e mantenere un elevato standard di qualità - così il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, è intervenuto ieri a Milano Unica - oggi, nel passaggio dall’economia di prodotto all’economia di processo, l’innovazione legata alla tradizione è la chiave per rimanere competitivi su un mercato internazionale sempre più complesso e in rapida mutazione. Serve conoscere i nuovi strumenti, aprire nuovi mercati e al tempo stesso sviluppare e consolidare le nostre filiere, l’ecosistema in cui il nostro modello produttivo, fatto in gran parte di Pmi, esprime al meglio le sue potenzialità. In questo percorso il Governo è pronto ad ascoltare le aziende e ad accompagnarle». Con questo focus strategico Valentini, ha aperto ieri a Fiera Milano Rho la cerimonia inaugurale della 43esima edizione di Milano Unica, il salone italiano dei tessuti e degli accessori d’alta gamma.

La giornata inaugurale ha visto un fitto confronto tra i vertici istituzionali e i rappresentanti del comparto, incentrato sulla capacità di reazione del sistema produttivo di fronte a una congiuntura globale complessa. Sebbene la domanda internazionale registri una contrazione dell’8%, il tessile italiano ha saputo difendere il proprio posizionamento internazionale, confermando la quinta posizione nella classifica mondiale degli esportatori e registrando un lieve rafforzamento della propria quota di mercato. Un risultato che, come evidenziato durante i saluti istituzionali dal presidente di Ice agenzia, Matteo Zoppas, dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dal presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, certifica la resilienza di un modello che rifiuta la competizione sul prezzo per puntare tutto su qualità, creatività e ricerca.

La tavola rotonda “Dalle radici al futuro: il percorso dell’innovazione nel tessile e nella moda” è stata moderata dal giornalista Nicola Porro. Al centro del confronto, la necessità di trasformare la sostenibilità e la cultura manifatturiera in autentico valore competitivo. Chiara Beghelli, giornalista del Sole 24 Ore, ha stimolato una riflessione sull’innovazione intesa come reinterpretazione contemporanea del patrimonio artigianale, mentre Erika Andreetta, partner Pwc Italia e leader del settore moda e lusso per l’area Emea, si è concentrata sull’importanza strategica delle competenze e della digitalizzazione. Gli aspetti legati alla ricerca e alle politiche industriali sono stati sviscerati da Mauro Sampellegrini, direttore ricerca, innovazione e sostenibilità di Confindustria Moda, seguiti dalle analisi di Stefano Galassi, Ceo di Limitless Innovation, e di David Pambianco, Ceo di Pambianco, sulle nuove strategie competitive del fashion system. A delineare i quadri macroeconomici globali è stato infine David Zdravkovic, partner e Cao di Oc and c strategy consultant.

A fare gli onori di casa e a tracciare la rotta per i prossimi anni è stato Simone Canclini, presidente di Milano Unica: «la fiducia che espositori italiani e internazionali continuano ad accordare a Milano Unica rappresenta il riconoscimento più importante del lavoro svolto in questi anni e, allo stesso tempo, una responsabilità verso l’intera filiera. Per questo abbiamo scelto di dedicare la cerimonia inaugurale al tema dell’innovazione, affrontandolo nella sua accezione più ampia. Innovare significa certamente investire in ricerca e nuove tecnologie, ma anche valorizzare il patrimonio manifatturiero italiano, sviluppare nuove competenze, rafforzare il dialogo tra imprese e istituzioni e trasformare la sostenibilità in un fattore di competitività».

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