Il turismo comasco fa il pieno di addetti, ma la metà è part time

L’indagine I dati elaborati dalla Uil Lombardia indicano uno stipendio medio intorno ai 16mila euro. Monteduro: «Il lavoro sia stabile e dignitoso»

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Como

La Lombardia è il principale bacino occupazionale del turismo italiano, concentrando il 17,5% degli addetti del settore. Ma dietro questi numeri si nasconde una realtà meno brillante, quasi un lavoratore su due è impiegato part-time e la retribuzione media annua si ferma a circa 16mila euro lordi. È quanto emerge dal rapporto di Uil Lombardia “Il turismo cresce. Il lavoro deve valere di più”.

Nel 2024 i dipendenti medi del turismo in Lombardia sono 262.506, in aumento dell’11,8% rispetto al 2019 e del 4,9% sul 2023. Per dipendenti medi si intende la media delle consistenze mensili, l’indicatore di riferimento per misurare l’occupazione nel settore, che non coincide con tutte le persone che hanno transitato nel comparto nel corso dell’anno.

«La sfida ora non è solo creare occupazione, ma fare in modo che il lavoro sia stabile, dignitoso e adeguatamente retribuito» evidenzia Salvatore Monteduro, segretario confederale Uil Lombardia.

La forte precarietà

Dietro la crescita dell’occupazione emergono però elementi di forte precarietà. Quasi un lavoratore su due è impiegato con un contratto part-time (48,6%, pari a 127.608 dipendenti). Il 66,7% degli occupati ha un contratto a tempo indeterminato, ma nella maggior parte dei casi si tratta di rapporti con un numero ridotto di ore o con turni discontinui, condizioni che spesso si traducono in situazioni di “lavoro povero”. I contratti a tempo determinato non stagionali rappresentano il 27,1% del totale, quelli stagionali il 5,7%, mentre il lavoro extra si ferma allo 0,5%.

La retribuzione lorda annua imponibile media nel turismo lombardo si attesta a 16.026 euro con un incremento del 3,1% rispetto al 2023. Al netto dell’inflazione, il recupero del potere d’acquisto è stimato in circa il 2%. Considerando i soli lavoratori full-time, la retribuzione media sale a 19.925 euro, ma si ferma a 18.440 nei pubblici esercizi, che concentrano l’83,5% degli addetti. Il termine “full-time” indica l’orario di lavoro e non la durata del rapporto nell’arco dell’anno, la media è infatti calcolata su 234 giornate retribuite e può includere contratti iniziati o conclusi nel corso dei 12 mesi.

I livelli di retribuzione nel settore

Le retribuzioni variano sensibilmente tra i diversi comparti. I livelli più elevati si registrano nell’intermediazione (32.346 euro) e negli stabilimenti termali (32.114), seguiti dai servizi ricettivi (22.173). All’estremo opposto si collocano i parchi di divertimento, con una retribuzione media di 11.188 euro.

A livello nazionale nel 2024 le donne impiegate a tempo pieno percepiscono una retribuzione lorda annua media di 16.635 euro, contro i 17.747 degli uomini con un divario di 1.112 euro. Un dato che va letto insieme a un altro elemento, le lavoratrici registrano in media più giornate retribuite degli uomini (215 contro 208).

«Per un reale salto di qualità stiamo portando avanti una serie di proposte rivolte a Regione Lombardia partendo dal vincolare i finanziamenti pubblici, i bandi e gli incentivi solo alle imprese che applicano i Ccnl maggiormente rappresentativi e rispettano la sicurezza e i riposi – sottolinea Monteduro - Vanno poi consolidate le ore dei contratti part-time e programmati i turni con maggiore anticipo arrivando a valorizzare il lavoro festivo/notturno e legare la formazione a effettivi passaggi di livello. Il turismo lombardo ha le condizioni per redistribuire il valore prodotto. Il vero salto di qualità ci sarà quando la crescita del settore diventerà crescita del salario e della dignità del lavoro».

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