Legge ferma al 1985: «Il mondo è cambiato l’artigianato pure»

Riforme Iniziato il percorso per la revisione della norma. La soglia dei dipendenti potrebbe passare da 18 a 49. Da tempo le associazioni chiedono un aggiornamento

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Avviato il percorso per la riforma della legge quadro sull’artigianato ferma al 1985. Il Parlamento ha dato al Governo una delega per aggiornare e modernizzare la normativa, ora il Governo ha tempo fino al 7 gennaio per adottare uno o più decreti legislativi.

I punti salienti

Al centro della riforma l’ampliamento dei limiti dimensionali, la soglia massima dei dipendenti dovrebbe passare da 18 a 49, permettendo alle imprese di crescere senza perdere la qualifica artigiana. Tra le novità in arrivo, si prevede l’eliminazione dell’obbligo della maggioranza di soci operativi e un’evoluzione della figura dell’imprenditore artigiano. Quest’ultima includerà non solo la tradizionale manualità, ma anche la creatività digitale e l’innovazione tecnologica. Già attivo, dal 7 aprile, il vincolo sull’uso delle denominazioni “artigianato” e “artigianale”, qualifiche riservate alle sole imprese iscritte all’albo. «La legge quadro sull’artigianato è ferma al 1985 e da tempo c’è la necessità di aggiornarla per adeguarla a un mondo che è profondamente cambiato - osserva Pasquale Diodato presidente Cna Lombardia Nord-Ovest - Anche la presidente Giorgia Meloni giovedì 1 ottobre nel corso dell’evento per gli 80 anni di Cna a Roma, si è espressa favorevolmente sulla necessità di una modifica, sottolineando che “non si tratta di un regalo, ma di una possibilità di crescita”».

Necessità di modernizzazione

«In un mondo in continua evoluzione, anche le imprese artigiane devono avere la possibilità di aggiornarsi, migliorare e crescere, affrontando le nuove sfide con strumenti adeguati ai tempi - prosegue Diodato - Questa esigenza è stata evidenziata da tempo anche dalle associazioni di categoria, che chiedono un aggiornamento della normativa. Ora vedremo come proseguirà l’iter della riforma, ma il fatto che il Governo abbia espresso il proprio appoggio rappresenta già un passo importante nella direzione giusta».

Non perdere l’identità

«La legge quadro sull’artigianato è nata oltre quarant’anni fa, in un contesto economico e produttivo profondamente diverso da quello attuale - evidenzia Roberto Galli presidente Confartigianato Como - In questi decenni il modo di fare impresa è cambiato radicalmente: sono aumentate la complessità dei mercati, la velocità dell’innovazione, la necessità di investire in competenze, tecnologie, sostenibilità e capacità organizzativa». Anche le imprese artigiane hanno seguito questa evoluzione, diventando più strutturate e competitive, senza per questo perdere la propria natura: «L’identità artigiana non si misura dalla semplicità dei mezzi utilizzati o dalle dimensioni dell’impresa, ma dalla centralità dell’imprenditore, dal valore del lavoro e delle competenze, dalla capacità di rispondere in modo flessibile e concreto alle esigenze dei clienti» prosegue Galli. «Dopo quarant’anni è quindi necessario aggiornare le regole a un sistema produttivo che è cambiato, così come sono cambiate le esigenze delle imprese e dei mercati - conclude Galli - Dobbiamo mettere le mpmi, che continuano a rappresentare l’ossatura della nostra economia, nelle condizioni di affrontare le trasformazioni in corso, crescere, investire e rafforzarsi anche dal punto di vista economico e organizzativo. Una nuova legge quadro deve accompagnare questa evoluzione, non frenarla, mantenendo al tempo stesso saldi i valori e le caratteristiche che rendono unica l’impresa artigiana».

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