Maxi ristrutturazione, i grand hotel licenziano: rischio 140 lavoratori
Lugano Chiudono il Principe Leopoldo e Villa Sassa. Il 70% dei dipendenti è rappresentato da frontalieri. Proposti trasferimenti temporanei e buonuscite
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Entro fine ottobre si conosceranno le decisioni della società di gestione “Dot Life Sa” in merito alle 140 procedure di licenziamento collettivo - 70% delle quali interessano lavoratori frontalieri - che fanno riferimento alla contemporanea riqualificazione di due simboli dell’hotellerie luganese come il Villa Principe Leopoldo e il Villa Sassa.
Si tratta di un investimento da 52 milioni di franchi che la società ha deciso di investire in un ottica di rinnovamento delle due strutture ricettive. Dinamiche che impattano in maniera pesante sull’occupazione in un comparto florido come quello dell’hotellerie.
A “Tio.ch” il presidente del Cda della società di gestione “Dot Life SA” ha fatto sapere che in questa fase è stata avviata una procedura di consultazione dei dipendenti che termina nella giornata odierna. Una decisione in via definitiva verrà formalizzata entro fine mese. Sul tavolo la società ha messo una serie di bonus, incluso quello denominato “fedeltà” per chi lavorerà sino a fine dicembre. È stata offerta anche la possibilità di lavorare nei mesi invernali nelle strutture di Sankt Moritz.
Questo perché l’obiettivo è garantire la riapertura di entrambe le strutture il 1° maggio, dunque con quattro mesi di lavoro pieni tra inizio gennaio e fine aprile. Nel contempo nel novero delle proposte è stata inserita anche la possibilità di lavorare in un altro hotel del gruppo a Cademario, Comune ticinese dell’Alto Malcantone.
Tra le ristrutturazioni alberghiere - che impattano sul personale dipendente - quella che prenderà le mosse tra Principe Leopoldo (tra i simboli dell’hotellerie luganese) e Villa Sassa è sicuramente tra le più rilevanti della storia recente del Ticino.
Sempre a “Tio.ch” il presidente del Cda della società di gestione “Dot Life SA” ha precisato che «il 30% dei lavoratori è residente in Svizzera e il 70% è composto da frontalieri residenti in Italia, che dunque sottostanno ad altre regole per la disoccupazione». Da capire dunque quali saranno le proporzioni e i numeri legati al personale che verranno ufficializzati, come anticipato, entro fine mese. Il primo annuncio aveva interessato il Principe Leopoldo, a fronte di 76 licenziamenti collettivi su 81 dipendenti. A stretto giro è arrivato poi l’annuncio legato al Villa Sassa. Il primo è un cinque stelle e tra gli obiettivi della società di gestione c’è anche quella di recuperare la stella Michelin. Il secondo diventerà invece un quattro stelle superior. Complessivamente quaranta milioni di franchi verranno investiti sul Villa Sassa e dodici milioni sul Principe Leopoldo. Ai microfoni della “Rsi”, il sindacato Ocst ha precisato che «se da un lato sono 140 persone che perdono il lavoro, dall’altro non si tratta di 140 posti di lavoro che spariscono dal Cantone, visto che l’investimento plurimilionario fa pensare che per questi posti c’è la garanzia di restare in futuro, almeno in parte».
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