Prenotazioni in frenata. «Un calo inspiegabile»

Turismo. Reggono Natale e Capodanno, ma non le settimane che precedono le festività. «L’assenza degli americani potrebbe essere motivata dalle elezioni di midterm»

Como.

«Registriamo più prenotazioni per il 2027 che per novembre e dicembre, settimana tra Natale e Capodanno esclusa. Prenotazioni che in questo momento sono ferme. Oggettivamente stiamo vivendo una situazione che definirei inspiegabile. La città si salva, il lago no».

C’è sempre una prima volta anche in un comparto con il vento in poppa come quello turistico e nella parole di Luca Leoni - presidente dell’Associazione Albergatori di Confcommercio nonché albergatore bellagino di lungo corso - si coglie tutta la sorpresa del caso di fronte all’improvvisa (e inattesa) fase di stallo che stanno vivendo le prenotazioni per i prossimi due mesi, su cui diverse strutture ricettive hanno scommesso in particolare nell’ultimo biennio. Argomento questo che troverà sicuramente spazio durante l’assemblea dell’Associazione già fissata per il prossimo 27 novembre a Villa d’Este.

«Novembre e dicembre soprattutto sul lago, a cominciare da Bellagio, stanno registrando un notevole calo nel raffronto su base annua - conferma Luca Leoni - Non so che spiegazione dare a questo fermo prolungato delle prenotazioni. Per gli Stati Uniti posso pensare che abbiano influito le elezioni di midterm, considerato che per gli americani era un voto atteso e sentito. Resta il fatto che al momento per novembre si registra un calo nell’ordine del 25%, mentre per dicembre siamo oltre il 30%. Fa storia a sé il periodo tra Natale e Capodanno, dove si registra un buon flusso di turisti».

«Probabilmente l’esperienza dell’anno in corso potrebbe indurre a una riflessione su come comportarsi negli anni a venire, ad esempio prevedendo una chiusura programmata nei primi venti giorni di dicembre da dedicare alle piccole manutenzioni, per poi riaprire sotto Natale». Il presidente dell’Associazione Albergatori di Confcommercio conferma «qualche domanda bisognerà porsela sul motivo per cui presenze e pernottamenti e soprattutto prenotazioni si sono d’improvviso fermate. Ripeto, al momento non ci sono spiegazioni plausibili».

Destagionalizzazione

Già a inizio settimana Paolo Peroni - proprietario dell’Hotel Argegno e della Locanda Sant’Anna sempre ad Argegno nonché consigliere dell’Associazione Albergatori di Confcommercio - aveva però lanciato un primo monito sul fatto che «novembre sta segnando il passo in tema di prenotazioni e anche per i primi venti giorni di dicembre il ritmo è molto meno incalzante del 2025». Segno che le dinamiche interessano entrambe le sponde del lago, mentre il capoluogo - come confermato dal presidente dell’Associazione Albergatori - tutto sommato sta reggendo.

C’è un altro aspetto della vicenda che vale la pena rimarcare. Alcune strutture turistiche hanno deciso di scommettere sulla destagionalizzazione, allungando così i contratti dei dipendenti o in taluni casi trasformandoli al fine di fidelizzarli e di poter dar loro tutta la sicurezza del caso.

Questa pausa lunga almeno quasi cinquanta giorni in fatto di prenotazioni è destinata, pur senza troppi allarmismi, a rimescolare in parte le carte. «Molti di noi hanno confermato il personale dello scorso anno, confidando in un ottimo mese di novembre. I fatti stanno dimostrando il contrario - l’ultima sottolineatura di Luca Leoni - Aggiungo che in questo momento servono calma e lucidità. Queste dinamiche vanno analizzate su base triennale, 2025-2027, per poter tratte le conclusioni del caso».

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