Si spegne l’azienda del grafene comasco: Directa Plus messa in liquidazione

Il caso Nata nel 2011 a ComoNext, la società è stata sciolta dopo il delisting dalla Borsa di Londra. Il patrimonio aziendale resta valore grazie ai brevetti: dal tessile alla depurazione delle acque

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Lomazzo

È stata sciolta e messa in liquidazione Directa Plus, società tecnologica per la produzione del grafene avviata nel 2011 che è ha trovato il suo incubatore nel polo tecnologico di ComoNexT a Lomazzo.

Al momento sono una quindicina i dipendenti della società, già quotata presso l’Aim di Londra nel 2016. Ad aprile i titoli sono stati sospesi e a fine maggio il delisting definitivo.

«Dispiace che un’azienda che ha rappresentato per anni un punto di riferimento importante nel nostro territorio abbia avuto questo epilogo – è il commento di Enrico Lironi, presidente di ComoNExT, dove ha sede Directa Plus - ci auguriamo che in questa fase si possa trovare un acquirente per gli impianti. La tecnologia per la produzione del grafene, supportata da diversi brevetti innovativi, è certamente di grande interesse per il mercato. Senza entrate nel merito degli aspetti più tecnici – prosegue il presidente di ComoNExt - l’azienda è stata all’avanguardia nella produzione del grafene secondo un processo innovativo e nella ricerca dei settori applicativi. Si sono impegnati a sperimentare il materiale e a definire protocolli in diversi ambiti: dalla depurazione delle acque inquinate da idrocarburi, ai fissaggi sui tessuti, fino ai pneumatici per le biciclette. Il limite è stato la gestione dei volumi e qualche difficoltà nella commercializzazione».

Le tante applicazioni

Diverse infatti le applicazioni possibili e già sperimentate del grafene “made in Como”. «Sul fronte dei finanziamenti – ha aggiunto Enrico Lironi - la società ha beneficiato sia di sostegni europei sia dell’intervento di Como Venture, società di venture capital di cui ComoNext è socio di riferimento insieme a un gruppo di circa venticinque importanti imprenditori del territorio che hanno investito capitali per supportare le aziende locali nei loro primi passi. Anche Como Venture è tra i soci finanziatori della prima ora di Directa Plus».

Proprio una decina di anni fa l’esordio alla borsa nell’Alternative Investment Market, il mercato azionario di Londra dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita.

«Spero che un investitore focalizzato sui brevetti e sulle applicazioni merceologiche possa valorizzare il patrimonio di ricerca e innovazione che Directa Plus custodisce – conclude il presidente Lironi - anche per il parco tecnologico è importante che si trovi una soluzione positiva: oltre agli uffici, c’è un intero reparto produttivo. Se si trova un acquirente pronto a proseguire l’attività, sarà un bene per tutti».

Il liquidatore

Una soluzione quest’ultima che sembra non sia da escludere. Il ruolo di liquidatore è stato affidato a fine aprile a Giulio Cesareo, già presidente di Directa Plus: «Siamo arrivati a una situazione in cui la società, che gradualmente stava cogliendo opportunità di mercato, si è ritrovata quest’anno a fare un’analisi dei flussi futuri con grandi incertezze sulla possibilità di garantire la liquidità per i prossimi dodici mesi – spiega - di conseguenza, il collegio sindacale in Italia ha proposto affinché si ragionasse su una liquidazione. La società è infatti sia italiana che inglese: il valore è nella parte italiana: brevetti, proprietà intellettuale e tecnologia. La parte inglese ha raccolto gli investimenti. Tuttavia, guardando i numeri, ci si è resi conto che il capitale netto era positivo, i debiti erano pochi. Quindi esisteva la possibilità di chiudere in bonis, tutelando tutti i creditori e, soprattutto, i dipendenti. Per questo sto operando su due fronti – conclude Giulio Cesareo - il primo riguarda una trattativa conclusa, il secondo è in divenire».

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