Turismo lariano, cambiano i mercati

Assoturismo Rallentano Usa e Germania, spinge l’Est Europa. E cresce l’attrattività delle valli lariane. Rasella: «Resta il tema della grande fatica che si fa per portare i turisti. Sui trasporti si deve ancora migliorare»

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COMO

Caldo e temperature ben al di sopra della media del periodo spingono un numero crescente di turisti verso i laghi, ma anche verso le località montane, incluse quelle comasche, con prospettive “più che positive sino a Ferragosto”. E’ questa l’istantanea scattata ieri da Assoturismo, elaborata dal Centro studi turistici di Firenze per Confesercenti, chiamando in causa mille imprenditori turistici.

Il trend

Il trend per il mese votato per antonomasia alle vacanze resta più che positivo, nonostante la scure dei rincari dei prezzi del carburante e dei trasporti. Peraltro pur a fronte delle turbolenze internazionali più che mai presenti anche negli ultimi giorni è prevista una crescita dell’1,3% degli ospiti stranieri. «La stagione sta andando bene, anche se oggettivamente registriamo un leggero rallentamento della domanda - rimarca Giuseppe Rasella, imprenditore turistico e vicepresidente della Camera di Commercio di Como-Lecco -. Prenotazioni all’ultimo momento e soggiorni brevi rappresentano elementi oggettivi con cui ci stiamo confrontando di settimana in settimana. Registriamo un leggero decremento del mercato tedesco e di quello americano. Per contro però avanzano mercati come quello polacco ed in generale dell’Est Europa, conseguenza diretta anche delle nostre azioni promozionali poste in essere in fiere del settore e iniziative mirate. Sicuramente l’attuale congiuntura internazionale è un tema di stretta attualità nell’ambito del segmento dell’hospitality».

L’analisi di Assoturismo ha messo in luce un aspetto che già si era notato nel (primo) post pandemia e cioè che i turisti guardano con maggiore interesse e attenzione alle località montane, incluse quelle comasche e lecchesi. Un fenomeno che potrebbe contribuire a decongestionare l’overtourism con cui molte nostre località anche quest’anno si stanno raffrontando. «La linea guida, come sempre, è rappresentata dai dati e dai numeri. Sicuramente le nostre montagne rappresentano mete molto suggestivi a livello naturistico, storico e culturale, dando così un valore aggiunto alla destinazione “lago di Como” - la sottolineatura di Giuseppe Rasella -. Resta però il tema della grande fatica che si fa per portare i turisti in quelle località. E qui chiamo in casa i trasporti, pur con tutte le migliorie apportate in questi anni, ma anche temi ormai più volte sotto i riflettori come la necessità di pigiare sull’acceleratore su un’opera di straordinaria importanza quale è la variante della Tremezzina. Ho chiamato in causa il servizio di trasporto pubblico, ma il tema riguarda anche quello privato. E’ chiaro il “brand lago di Como” deve puntare su determinate fasce di mercato, attraverso un turismo di qualità, attendo al territorio anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale». A livello generale, secondo Assoturismo Confesercenti e il suo presidente Vittorio Messina «il turismo si conferma resiliente anche se resta aperto il nodo della spesa e in particolare il caro-carburanti».

Resilienza

A proposito di resilienza un altro tema cardine è rappresentato dal personale e dalla concorrenza in questo contesto della vicina Svizzera, con Giuseppe Rasella che fa notare come «in questi anni le strutture si sono adeguate ai tempi, donando i dipendenti di alloggi, garantendo il doppio giorno di riposo e incrementando i benefit legati al welfare. Per contro però inizia a sentirsi il calo demografico. Dalle scuole alberghiere e professionali escono sempre meno studenti. Dinamiche che vanno a impattare sul nostro settore».

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