La sfida di un turismo tutto l’anno

Rispetto allo scorso anno, come ha rilevato il presidente dell’Associazione Albergatori di Confcommercio Como, Luca Leoni, sul Lario le prenotazioni per i mesi di novembre e di dicembre registrano una flessione importante. Mentre in città il rallentamento è più contenuto, sul lago la contrazione dei visitatori raggiunge anche il 30% su base annua. Numeri importanti che certamente rischiano di mettere in difficoltà numerosi operatori del settore che si sono strutturati, seguendo l’onda degli ultimi anni, per accogliere ospiti nel corso di tutto l’anno e hanno effettuato i conseguenti e necessari investimenti.

Occorre sostenere, attraverso servizi e iniziative mirate, lo sforzo dei privati per la destagionalizzazione delle presenze

L’obiettivo della destagionalizzazione del turismo sul nostro splendido lago, che sembrava un miraggio solo pochi anni fa, si può considerare in gran parte raggiunto e ormai i visitatori sono presenti dodici mesi l’anno, sia pure con differenze importanti per quanto riguarda i numeri assoluti e soprattutto le tariffe praticate e gli incassi delle strutture.

Eppure questa frenata accende ora nuovi interrogativi: quali possono essere le cause?

Il presidente Leoni rileva soprattutto un calo del turismo statunitense, legato alla politica interna degli Usa ma anche al costo della vita, decisamente aumentato anche oltreoceano. Numerosi operatori segnalano inoltre una diminuzione di turisti provenienti dal mondo arabo, negli ultimi anni molto presenti a Como, in particolare nei mesi invernali.

La situazione geopolitica mondiale sta quindi pesando decisamente sui flussi, penalizzando gli spostamenti tra Occidente e Oriente e viceversa. Gli scali di Dubai, Abu Dhabi, Doha, Riad sono - a torto o a ragione - considerati poco sicuri. Inoltre, l’incremento del prezzo dei carburanti non si riflette sulle nostre tasche solo quando andiamo al distributore, ma anche nel momento in cui acquistiamo un biglietto aereo. E, come ce ne stiamo accorgendo noi, così se ne sono accorti anche i turisti diretti in Italia.

C’è quindi da scommettere che, non solo per Como, la fine del 2026 segnerà un decremento generale delle presenze turistiche nel nostro paese rispetto allo stesso periodo del 2025.

Tuttavia, il nostro territorio - più per fortuna che per merito - vive ormai una (definitiva) trasformazione della propria economia dettata da presenze turistiche che non si limitano alla stagione estiva.

Ecco perché una flessione, sia pure importante come quella registrata in queste settimane, non può mettere in discussione un progetto di destagionalizzazione che riguarda la città ma ormai anche il lago e che va anzi rafforzato e incentivato, per fare in modo che le nostre strutture siano pronte gli ospiti in tutte le stagioni dell’anno e per consentire ai turisti di vivere l’esperienza «Como Lake» non solo con il caldo sole estivo.

Un percorso che riguarda certamente i privati, chiamati a non scoraggiarsi se, dopo mesi di crescita, arriva una frenata, ma anche le istituzioni. Credere in un turismo destagionalizzato significa sostenere, attraverso servizi e iniziative mirate, un comparto fondamentale per la nostra economia. L’ideale sarebbe un progetto ampio e condiviso che consenta di mettere in preventivo anche momenti di flessione. Finora siamo stati fortunati, ma sarà sempre così?

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