Carenza di medici, Erbese maglia nera: 2mila pazienti per ogni dottore
Dai prospetti dell’Asst Lariana, salutati gli ultimi pensionamenti in questa prima parte del 2026, la situazione nella zona è dipinta come critica, anche peggiore rispetto a quella dell’Alto lago, altra zona della nostra provincia da tempo in difficoltà
Lettura 1 min.Erba
Più di 2mila pazienti per ogni medico. Tra i distretti più scoperti nel Comasco a proposito di medici di famiglia c’è l’Erbese, con una popolazione da seguire in 29 Comuni pari a circa 73mila assistiti, di cui circa 26mila sono pazienti cronici, con una o più patologie conclamate. Dai prospetti dell’Asst Lariana, salutati gli ultimi pensionamenti in questa prima parte del 2026, la situazione nella zona è dipinta come critica, anche peggiore rispetto a quella dell’alto lago, altra zona della nostra provincia da tempo in difficoltà.
E del resto i 35 medici di medicina generale rimasti in servizio nell’erbese, di cui sei pediatri, debbono tenere testa ad un numero elevato di pazienti, senza vedere nuovi arrivi per un passaggio di testimone, data anche l’età media considerevole, circa uno su quattro sono vicini a maturare i termini entro un lustro per appendere lo stetoscopio al chiodo. Di contro cresce anche la popolazione anziana con fragilità anche gravi da seguire.
Da settembre, siglato l’accordo a livello nazionale, tutti i medici di medicina generale sono tenuti a svolgere un numero di ore settimanale all’interno delle case di comunità, anche quella di Ponte Lambro dunque. Fino a sei ore a settimana, così è stato stabilità in extremis dal governo e dai rappresentanti dei medici, che però secondo le proiezioni dell’Asst Lariana fatti i dovuti conti si traduce in un impegno medio parti a sei ore mensili circa, due o tre turni per ciascun dottore. Sono dunque nell’erbese poco più di 200 ore di turno coperte dai medici di famiglia nelle case di comunità. Un servizio aggiuntivo per svolgere dei compiti ancora da mettere nero su bianco. Di orientamento, per i pazienti fragili, per le vaccinazioni, sempre se i 235 medici ancora negli ambulatori, già oberati dai pazienti, riusciranno a rispondere anche a questa nuova esigenza.
«Storicamente Erba e dintorni soffre un vuoto di medici di medicina generale – spiega Enrico Giuseppe Rivolta, esperto medico di famiglia già membro del direttivo dell’Ordine dei medici di Como andato in pensione da luglio – durante la serata che ho organizzato per salutare amici e assistiti lo scorso mese, il concerto al Licinium, ho invitato le forze civiche a costruire un comitato che abbia come obiettivo il rafforzamento della sanità locale. Bisogna, secondo me, raccogliere energie, rappresentanti e fondi per aiutare la medicina di base a non scomparire. Ospedali e case di comunità non bastano. I medici di famiglia hanno bisogno di sostegni, incentivi, ambulatori condivisi, l’amministrazione comunale stessa deve impegnarsi per creare un ambiente ideale e richiamare qui nei nostri paesi nuovi giovani medici». Nel concreto potrebbero chiamare nuovi dottori sale per visitare aperte, con spese da dividere e costi fissi da abbattere, altrimenti molto impegnativi soprattutto per i medici appena usciti dalla formazione.
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