Cartelli sui tigli: «Sono condannato». Raccolte più di 1.400 firme per salvarli

Erba. Affisso un Qr code per sottoscrivere la petizione contro la delibera del Comune. Lettera alla Soprintendenza: «Incompatibili con la messa in sicurezza dei marciapiedi»

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Erba

«Sono uno dei 21 tigli condannati a essere tagliati. Scannerizza il QR Code e firma la petizione contro la delibera del tuo Comune».

I cartelli sono comparsi sugli alberi di via Turati e via San Rocco, nei giorni seguenti alla manifestazione che venerdì sera ha richiamato oltre cento persone davanti al municipio. La petizione online ha superato le 1.400 firme, intanto dal municipio è partita una lettera di chiarimenti indirizzata alla Soprintendenza.Il destino dei tigli dell’area di piazza del Mercato tiene banco da una decina di giorni, quando sono emersi i dettagli del progetto di rifacimento dei marciapiedi in via Turati e via San Rocco. La pavimentazione è stata danneggiata negli anni dalla crescita delle radici degli alberi, che verranno sostituiti con dei Tilia Cordata: la specie, con esemplari più piccoli, è considerata più adatta al contesto urbano.

Il rovescio della medaglia è la perdita di alberi sani, che da trent’anni fanno ombra sui marciapiedi e sono diventati parte integrante del paesaggio urbano. La mobilitazione è stata immediata: l’ex deputato Marco Romanello ha indetto una manifestazione prima della seduta consiliare di venerdì a cui hanno partecipato molti cittadini comuni, esponenti politici di destra e sinistra, comitati civici, ambientalisti e rappresentanti di associazioni.L’ultima sorpresa è la comparsa dei cartelli del tronco degli alberi. Inquadrando il QR Code si approda sul portale change.org: la petizione online per salvare i tigli, nel pomeriggio di ieri, aveva ampiamente superato le 1.400 firme. Il prossimo passo? Romanello, che ha indetto la manifestazione, non ha dubbi e lo ha scritto chiaro sui social media: se il progetto andrà avanti, i manifestanti potrebbero incatenarsi agli alberi. Per l’amministrazione interviene il capogruppo della Lega, Eugenio Zoffili. «Venerdì sera - dice il deputato - ho parlato con il sindaco per capire se fosse possibile piantare altrove i tigli che verranno rimossi, ma sarebbe troppo dispendioso. Mi sono raccomandato allora perché vengano piantumati nuovi tigli della tipologia più grande possibile, fra quelli compatibili con il progetto di rifacimento dei marciapiedi». Dal Comune di Erba è partita poi la risposta alla Soprintendenza, che chiedeva chiarimenti in merito ai due tigli posti davanti alla chiesa di Sant’Eufemia. I funzionari comunali hanno insistito su un punto: quei due alberi non sono parte dell’ambito monumentale della chiesa romanica, ma sono stati posati negli anni Novanta nell’ambito di un intervento di riqualificazione urbana.

Allegata alla lettera c’è anche una relazione agronomica secondo la quale la conservazione degli esemplari attuali, troppo grandi, sarebbe incompatibile con la messa in sicurezza dei marciapiedi. Una teoria contestata da tanti, a partire dall’ex assessore ai lavori pubblici Paolo Farano.

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