Dalla vendita del Castello di Pomerio e dell’ex sede Asme 2 milioni al Comune di Erba: ma servirà tempo
Per il compendio di via Como si attende ancora il nulla osta della Soprintendenza per andare dal notaio; quando allo stabile di via Trieste, il termine per la firma è stato spostato all’autunno per completare i controlli di rito
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La vendita del Castello di Pomerio e della sede della municipalizzata Asme frutteranno al Comune di Erba 2.064.516 euro, ma per passare all’incasso servirà più tempo del previsto. Per il compendio di via Como si attende ancora il nulla osta della Soprintendenza per andare dal notaio; quando allo stabile di via Trieste, il termine per la firma è stato spostato all’autunno per completare i controlli di rito.
Dal giorno dell’aggiudicazione del Castello di Pomerio sono passati più quattro mesi. Era il 24 febbraio quando la dirigente Anna Bargna, presidente della commissione, aprì l’unica busta presentata in sede di quarta asta: la famiglia Sossnovsky Parravicini aveva offerto 1.586.616 euro. Arrivati all’inizio di agosto, c’è ancora molto da fare per arrivare alla firma degli atti.
Il caso è stato sollevato nelle scorse settimane da Michele Spagnuolo, capogruppo di Erba civica, prima in commissione bilancio e poi in consiglio comunale. «Ho chiesto chiarimenti perché il tempo passa, ma il castello resta formalmente nel patrimonio comunale. Nel nuovo piano delle alienazioni, che abbiamo appena approvato in consiglio, era ancora presente in lista: mi hanno spiegato che è normale, resterà lì fino alla vendita vera e propria. Resta il fatto che ci sono scogli da superare» commenta Spagnuolo.
Gli scogli sono due. Il primo è il nulla osta alla vendita da parte della Soprintendenza, che tutti danno per scontato, «ma bisogna considerare anche il periodo di prelazione: c’è un lasso di tempo in cui gli enti pubblici possono decidere di acquistare il bene per lasciarlo pubblico» continua il consigliere. Il procedimento è curioso. Quando la Soprintendenza dà il via libera alla vendita si va dal notaio per il rogito, ma lo stesso rogito resta in sospeso per altri sessanta giorni: in quei due mesi lo Stato, la Regione, la Provincia - qualsiasi ente pubblico - può esercitare il diritto di prelazione. La parola fine, insomma, arriverà solo in autunno.
Diverso è il caso dell’ex sede di Asme in via Trieste. Il 9 giugno il magazzino e gli uffici sono stati aggiudicati all’azienda erbese Cst, che ha offerto 477.900 euro in sede di seconda asta. Qui non c’è alcun vincolo da parte della Soprintendenza, tanto che l’amministrazione contava di chiudere tutto entro agosto: la dirigente Arianna Fumagalli ha spostato però il termine alla prima metà di ottobre.
Il motivo, scrive Fumagalli nella determina di differimento del termine, è che «la società aggiudicataria ha dichiarato di volersi avvalere di una società finanziaria per il ricorso ad un contratto di leasing immobiliare quale modalità di finanziamento dell’acquisto» e che «tale circostanza richiede ulteriori approfondimenti istruttori».
Gli enti competenti, complice il periodo estivo, non hanno ancora fornito tutti i riscontri e la documentazione richiesta dal Comune per completare le verifiche sulla società aggiudicataria. Anche in questo caso, come per il Castello di Pomerio, il rogito slitta all’autunno.
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