Delitto di Buccinigo, le testimonianze: «Patrizia a terra senza vita, lui mangiava cracker e rideva»

Dalle testimonianze di figli e soccorritori l’immagine di un uomo sollevato per essersi liberato di un peso: «Quando mi ha chiamato per dire che la mamma era annegata, iI tono mi è sembrato menefreghista»

Erba

I soccorritori si affannano attorno al corpo ormai senza vita di Patrizia, e ai volontari lui diceva: «Che cosa guardate a fare la signora che è tutta rotta?». Quindi, rientrato in casa, se ne esce con un pacchetto di cracker in mano. E al figlio, che osservava sconvolto la scena della madre stesa a terra cadavere, diceva: «Vuoi un Tuc?».

Non che si pretendesse da Carmine Civitillo la scena del marito devoto affranto per il dolore, ma il comportamento dell’ex coniuge di Patrizia Monteleone ora in cella con l’accusa di averla uccisa affogandola nella piscina di casa, è parso quello di chi stesse festeggiando la liberazione da un fastidio.

Nell’atto d’accusa a carico dell’uomo di 76 anni in carcere per omicidio volontario pluriaggravato, i Carabinieri del Nucleo investigativo e il pubblico ministero Alessandra Bellù hanno dato molto peso alle parole e al comportamento dell’uomo prima, durante e dopo il ritrovamento del corpo di Patrizia.

Euforico La maggior parte delle frasi di Civitillo sono state raccontate dai figli Eleonora e Michael, i primi a sospettare del loro stesso padre. Ma gli investigatori hanno trovato altri riscontri, come quello fornito dai volontari del Lariosoccorso che domenica 27 settembre sono accorsi in via Riazzolo, a Buccinigo, dopo l’allarme per una donna trovata dentro la piscina e priva di conoscenza.

«Mentre erano in corso le manovre rianimatorie - questo il loro raccontato - Civitillo si è avvicinato e ci ha detto: “Cosa guardate a fare la signora, che è tutta rotta?”. Ma poco prima i volontari stessi avevano notato un altro dettaglio, stonato rispetto alla tragicità del momento. L’ex marito che ritira va a controllare la cassetta della La consulenza L’indagine a carico di Carmine Civitillo non si è chiusa con il suo arresto. Anzi.

La Procura di Como sta ancora svolgendo accertamenti, verifiche, approfondimenti per riuscire ad avere un quadro complessivo certo di quanto accaduto quell’ultima domenica di settembre a Buccinigo.

In particolare è ancora in corso una consulenza tecnica sulla carrozzina utilizzata da Patrizia Monteleone. La donna, due anni fa, era stata colpita da un ictus che le aveva provocato un’emiparesi alla parte sinistra del corpo. Costretta sulla sedia a rotelle, secondo i primi accertamenti dei Carabinieri del Nucleo Investigativo sarebbe stato impossibile, per lei, uscire autonomamente di casa e raggiungere il bordo della piscina per poi buttarsi volontariamente in acqua. La Procura ha affidato l’incarico a un consulente tecnico per confermare o smentire queste conclusioni da parte dei Carabinieri. La sensazione, comunque, è che la chiusura del fascicolo non sia così lontana.

posta dove, all’interno, c’è un pacchetto di Amazon. Questo particolare è stato notato anche dalla “nuora”, Arianna, la compagna del figlio Michael: «Carmine è andato verso la posta, poi si è avvicinato a me e a Michael e con fare disinvolto ha detto: “Guarda è arrivato un pacco”. Michael gli ha risposto che non era quello il momento di pensare ai pacchi». E neppure quello di mangiarsi cracker come di fronte a uno spettacolo teatrale. Ma già prima dell’arrivo dei soccorsi il comportamento dell’uomo è sembrato fuoriluogo. È il figlio a raccontarlo ai Carabinieri: «Alle 12,03 ho ricevuto la chiamata di mio padre che mi diceva: “Vieni subito qua che c’è tua madre morta in piscina”. II tono mi è sembrato menefreghista nel senso “è successo, vedi te cosa devi fare”.

Questo atteggiamento l’ha avuto tutto il pomeriggio» quando «a me ha detto “che cazzo ha combinato questa scema, perché si è buttata giu?”».

Ad Arianna è sembrato «che Carmine fosse euforico. Aveva tanta energia e ogni tanto faceva qualche battuta ridendo».

Buonumore fuori posto notato anche dalla segretaria del medico, quando una settimana dopo l’uomo si è recato per una visita: «Ripeteva che era morta la sua ex moglie, in modo euforico e con risate».

Al telefono, parlando delle sorti di Patrizia, continuava a ripetere: «Quella è fatta da sola se n’è andata lì...chissà come è andata a finire da sola lì dentro... Eh non so come mai è successo sto guaio..che.. se è andata da sola..se è caduta da sola...non lo so».

Una reazione che, letta insieme a certe minacce pronunciate nei mesi precedenti, ha suscitato più di un dubbio negli inquirenti. Anche perché di punto in bianco, durante le cene, se ne usciva con frasi, rivolte all’ex moglie, tipo: «Tanto prima o poi ti affogo». La Procura non sembra propensa a credere che la minaccia e quanto poi accaduto sia frutto di una coincidenza.

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