Energia elettrica gratis in casa: la “rubavano” dalle colonnine
Erba A processo padre e figlio per una cifra totale di oltre 28 mila euro. Ora la parola passa alla difesa che potrà fornire la propria versione dei fatti
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La premessa è d’obbligo: siamo ancora in una fase che precede l’udienza davanti al giudice e in cui anche le persone finite nei guai potranno fornire una loro versione dei fatti.
Ma le contestazioni che la Procura di Como ha mosso ad un padre e un figlio di Erba, sono oggettivamente insolite, ovvero quelle di aver rubato per un lungo periodo di tempo energia elettrica alle colonnine pubbliche per le auto, in sostanza bypassando il proprio contatore per collegarsi a questa forma alternativa di “rifornimento”.
Nei guai, indagati al pubblico ministero Alessandra Bellù che ne ha chiesto la citazione a giudizio – ma ora le difese avranno tempo per replicare – sono finiti Alessandro e Alberto Butti, entrambi residenti a Erba, il primo di 64 anni e il secondo di 33 anni. Non stiamo parlando di cifre piccole, ma di importi di notevole livello. Al più anziano dei due la Procura contesta 8 mila e 600 euro sottratti alle colonnine del Servizio elettrico nazionale, e altri 6 mila euro circa ad Enel Energia.
Quanto al figlio, l’atto notificato dalla Procura parla di oltre 14 mila euro sottratti al Servizio elettrico nazionale, con una parte anche ad una società terza la cui quantificazione non è stata specificata.
Il periodo preso in esame è quello che va dal 28 giugno 2022 fino al settembre 2024. Le società che forniscono energia elettrica sono state individuate dall’accusa come parti offese, dunque invitate a partecipare alle udienze ed eventualmente a costituirsi in giudizio.
La Procura insomma contesta ai due erbesi di aver attuato in concorso tra loro un metodo abusivo per rifornirsi di energia elettrica, eludendo però in questo modo il sistema di misurazione e di conseguenza di conta dei consumi realmente effettuati. Una contestazione aggravata dall’aver agito usando beni destinati al pubblico servizio come le colonnine di ricarica delle auto.
Ora però la parola, dopo il conteggio fatto dall’accusa, passa alla difesa e soprattutto al giudice che sarà chiamato a decidere sulle contestazioni mosse. L’udienza in tribunale è stata fissata per la fine della prossima primavera, ovvero all’inizio di giugno del 2027.
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