(Foto di Foto Bartesaghi)
Erba Problemi in ospedale, il centro trasfusionale tornerà a regime solo a settembre. Il laboratorio è invece chiuso alcune notti per la mancanza di tecnici
Lettura 1 min.Erba
Questioni di sangue e problemi di personale. All’Ospedale di Erba resta critica la situazione del centro trasfusionale, che ha operato per mesi a regime ridotto, e del laboratorio analisi, spesso chiuso nel corso della notte: in entrambi i casi, il nodo è la mancanza di medici e tecnici. L’emergenza trasfusionale, sollevata da Avis sette mesi fa, dovrebbe essere risolta a settembre; per il laboratorio analisi è stata firmata una convezione con il Sant’Anna, ma i medici della struttura restano molto preoccupati.
Nei giorni scorsi Avis Erba, presente con uno stand in via Fatebenefratelli, ha festeggiato la Giornata mondiale del donatore di sangue. È l’occasione per fare il punto sul futuro del centro trasfusionale della struttura erbese, punto di riferimento per 2.500 donatori, che da sette mesi opera a regime ridotto: i donatori sono preoccupati perché il 30 giugno il dottor Giulio Galvani, che ha garantito il funzionamento del centro negli ultimi mesi, concluderà il suo impegno.
Dall’Ospedale di Erba arrivano rassicurazioni. «Abbiamo individuato due figure per garantire la continuità del servizio. La prima è uno specialista in cardiologia già in servizio nella nostra struttura, supporterà il servizio Tao (terapia anticoagulante orale). Parallelamente stiamo valutando la collaborazione con uno specialista in medicina di laboratorio prossimo al pensionamento, in sostituzione del dottor Galvani e del dottor Angelo Romano, il precedente responsabile del centro trasfusionale non ancora sostituito» fa sapere il direttore Vincenzo Trovato.
La nuova squadra dovrebbe partire entro l’inizio di settembre, in ogni caso l’estate è salva: «È stato predisposto il supporto di professionisti esterni per garantire la piena continuità delle attività e delle prestazioni, senza interruzioni del servizio».
A proposito di interruzioni, a fine maggio i rappresentanti di Anmirs - il sindacato dei medici - hanno lanciato l’allarme a fronte della mancanza di personale, che ha causato più volte la chiusura del laboratorio di analisi nel corso della notte: in caso di necessità, i campioni di sangue venivano portati al Valduce di Como. Per Maurizio Ferretto e Francesco Quattrone, rappresentanti sindacali, si tratta di un rischio per i pazienti con gravi patologie acute.
L’Ospedale aveva aperto al dialogo con i medici, rimarcando le difficoltà a reclutare personale che interessano tutto il comparto sanitario. Su questo fronte, in ogni caso, la soluzione non pare dietro l’angolo: «Per problematiche legate alla mancanza di contingente di tecnici di laboratorio, abbiamo formalizzato con il Sant’Anna una convenzione che possa coprire i fabbisogni nel caso in cui alcune notti non possano essere garantite dal personale di Erba» spiega Trovato.
Le provette non finiranno più a Como, ma a San Fermo della Battaglia. Per la direzione «questa configurazione permette di fornire una continuità assistenziale all’ospedale, al pronto soccorso e ai pazienti». Nelle notti di chiusura del laboratorio, però, per avere i risultati degli esami bisognerà attendere a lungo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA