Erba, chiude la maternità. Sono 19 i dipendenti che perdono il posto

Domani assemblea con i rappresentanti sindacali. Per le infermiere si profila una ricollocazione interna. Le ostetriche potrebbero andare a Como o a Lecco

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Erba

Qualcuno verrà ricollocato all’interno della struttura, altri cercheranno di trasferirsi tra Lecco e Como.

È una settimana importante per il personale dell’Ospedale di Erba: l’annunciata chiusura del punto nascita apre interrogativi per 19 dipendenti dell’ostetricia e del nido, domani è prevista un’assemblea con i rappresentanti sindacali. La politica, intanto, attende risposte da Regione Lombardia e dal ministero della Salute alla richiesta di mantenere attivo il servizio in deroga.

La chiusura del punto nascita è stata annunciata il 18 settembre dall’Ospedale di Erba e da Ats Insubria, a fronte di un numero di parti annuo - 320 nel 2025, 250 in proiezione per il 2026 - molto inferiore rispetto alla soglia minima (500 parti) prevista dallo Stato. Il 22 settembre è arrivato il via libera da parte della Commissione regionale per il percorso nascita: a questo punto è Regione Lombardia o dover decretare la chiusura del servizio, indicando una data e le modalità.

A livello politico il territorio si è mobilitato per mantenere attivo il servizio a favore dei cittadini, ma le preoccupazioni investono anche il personale. La riorganizzazione coinvolge nove ostetriche e una caposala, due puericultrici, un’infermiera pediatrica e sei infermiere professionali: sono complessivamente 19 persone, impiegate tra ostetricia e nido. Non sono previste ripercussioni - la direzione lo ha garantito pochi giorni fa ai sindacati - per ginecologia.

Giovedì scorso c’è stato un primo incontro tra i rappresentanti dei lavoratori (Cgil, Cisl e Uil) e la direzione dell’Ospedale di Erba, domani è prevista un’assemblea con il personale coinvolto; in seguito le organizzazioni sindacali incontreranno nuovamente la direzione per definire la ricollocazione del personale.

Sulla carta le infermiere potrebbero essere ricollocate internamente, in altri reparti, mentre le ostetriche potrebbero trovare opportunità altrove. A questo proposito, Asst Lariana ha già aperto un concorso per ostetriche, mentre un secondo concorso verrà aperto a breve da Asst Lecco: si parla quindi di posizioni aperte all’ospedale Sant’Anna e all’ospedale Manzoni, un’opportunità che verrà presentata domani nel corso dell’assemblea del personale.

La politica, in ogni caso, non ha ancora perso le speranze. Il deputato Eugenio Zoffili, capogruppo della Lega in consiglio comunale, ha presentato un’interpellanza a risposta scritta al ministro della Salute Orazio Schillaci, chiedendo una deroga per il punto nascita di Erba: la risposta non è ancora arrivata.

Venerdì la consigliera regionale Anna Dotti (Fratelli d’Italia) ha presentato a sua volta un’interrogazione al presidente Attilio Fontana chiedendo quali valutazioni abbiano portato alla decisione di chiudere il punto nascita, se siano state valutate le ripercussioni per il territorio e se - in caso di sospensione del servizio - sia previsto il mantenimento di tutto il percorso pre-nascita con adeguate risorse.

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