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Sanità Il Comitato regionale ha ratificato la decisione. Zoffili: «Depositata interrogazione al ministro». Fratelli d’Italia: «Già 1.800 firme, gazebo nel weekend»
Lettura 1 min.Erba
Anche il Comitato regionale percorso nascita, riunitosi martedì a Milano, ha espresso parere favorevole alla chiusura del reparto maternità dell’Ospedale di Erba, che resterà attivo fino alla fine di ottobre.
La politica, però, non si arrende: il deputato Eugenio Zoffili ha depositato ieri a Roma un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Salute Orazio Schillaci, mentre Fratelli d’Italia raccoglierà firme in centro a Erba per tutto il fine settimana.
La chiusura della maternità, a fronte di soli 250 parti stimati nel 2026, è stata proposta il 17 settembre dal Comitato locale percorso nascita di Ats Insubria. Cinque giorni più tardi, la pratica è stata esaminata a un livello superiore: «Il Comitato regionale percorso nascita - fa sapere Ats Insubria a La Provincia - ha espresso parere favorevole alla sospensione dell’apertura del punto nascita dell’Ospedale di Erba», che resterà operativo «indicativamente fino a fine ottobre».
Le future mamme già seguite dalla struttura erbese, prosegue la nota, «continueranno a beneficiare della presa in carico durante la gravidanza e saranno accompagnate verso il punto nascita della rete individuato per il parto. Contestualmente saranno definite le modalità organizzative più idonee a garantire continuità assistenziale alle donne e alle famiglie, in raccordo con i consultori familiari e gli altri servizi del territorio».
A quanto risulta a La Provincia, la chiusura del punto nascita non comporterebbe (almeno in una prima fase) la sospensione delle attività ostetriche e ginecologiche ambulatoriali: prima del parto, le future mamme potranno sempre andare in struttura per visite ed esami di controllo. Sul punto, però, non ci sono ancora impegni formali da parte di Ats Insubria e dell’Ospedale di Erba, che nelle prossime settimane dovrà gestire la riorganizzazione del personale del reparto.
La politica, raramente così compatta, prende atto ma non si arrende. «Giovedì ho depositato a Roma un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute» dice Eugenio Zoffili, deputato e capogruppo della Lega a Erba. «Nel testo ricordo che il decreto sulla soglia minima di 500 parti per i punti nascita prevede la possibilità di deroghe. Sul territorio erbese - tenendo conto della conformazione del territorio, dei collegamenti verso le altre strutture - la deroga è dovuto, chiedo al ministero di preservare la prossimità dell’assistenza materno-neonatale».
Il circolo erbese di Fratelli d’Italia ha già raccolto oltre 1.800 firme contro la chiusura del punto nascita su change.org. «L’iniziativa sta ottenendo risultati eclatanti. Sabato e domenica raccoglieremo anche firme cartacee con un gazebo in corso 25 Aprile, davanti alla cartoleria Ratti» dice il presidente del consiglio comunale Claudio Ghislanzoni.
Fratelli d’Italia, con la capogruppo Luisella Ciceri, ha anche presentato una mozione che verrà discussa lunedì sera dal consiglio comunale: il documento invita il sindaco Mauro Caprani ad attivarsi in tutte le sedi per ottenere una deroga alla soglia dei 500 parti. L’auspicio del partito è che la stessa mozione venga discussa e approvata dai consigli comunali di tutto il distretto erbese che guarda all’Ospedale di Erba come punto di riferimento sanitario.
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