Il caso dei tigli da abbattere: «È possibile evitarlo». E spuntano duemila firme contro

Erba Prosegue la petizione promossa dal Comitato in difesa degli alberi di via Turati e via San Rocco. Nel documento anche le proposte per salvare le piante

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Quasi duemila firme per dire no al taglio dei tigli di via San Rocco e via Turati. La mobilitazione, partita nelle scorse settimane, non si è spenta con le vacanze d’agosto e il Comitato di cittadini nato per tutelare i filari di tigli, mette ora sul tavolo i numeri: sono 1.866 le firme verificate raccolte attraverso la petizione online. Nei prossimi giorni - la raccolta resterà aperta ancora qualche giorno per dar tempo a chi ancora volesse di prendervi parte - saranno trasmesse ufficialmente al Comune attraverso una pec.

Un risultato che soddisfa Roberto Gaffuri, portavoce del Comitato di cittadini per la tutela dei tigli di via San Rocco e via Turati: «Siamo andati oltre le aspettative – spiega – Quasi duemila cittadini di Erba e dei Comuni limitrofi hanno scelto di sostenere personalmente la richiesta di preservare il patrimonio arboreo esistente». Un segnale che il Comitato spera possa aprire almeno un dialogo e un confronto con l’amministrazione comunale. La vicenda riguarda il progetto comunale di messa in sicurezza delle aree pedonali di via San Rocco, via Turati e dell’angolo con via Licinio, che prevede la sostituzione delle alberature esistenti.

La soluzione

La necessità di intervenire sui marciapiedi, deformati dagli apparati radicali dei tigli, non viene contestata neppure dagli oppositori del taglio. È sulla soluzione scelta che si concentra invece la battaglia.

Già il 28 luglio il Comitato aveva inviato una pec al Comune, chiedendo di sospendere gli interventi che comportano gli abbattimenti e di approfondire possibili alternative.

Il documento

Alla richiesta era stato allegato un documento tecnico nel quale i cittadini sottolineano, tra l’altro, l’assenza nel progetto di una valutazione dettagliata dei benefici ambientali garantiti dagli alberi adulti e di un’analisi comparativa delle alternative. Le proposte sono concrete: ampliamento delle aiuole, modifiche locali al tracciato dei marciapiedi, pavimentazioni deformabili o drenanti, sistemi “root bridge” e barriere antiradice, mantenendo dove possibile gli esemplari esistenti. Il Comitato chiede inoltre una perizia arboricolturale indipendente che analizzi ogni singolo tiglio, verificandone stabilità, stato fitosanitario, interferenza con il marciapiede e possibilità di conservazione.

«L’obiettivo della sicurezza dei percorsi pedonali è condivisibile – sostengono i cittadini – ma riteniamo necessario approfondire soluzioni alternative all’abbattimento». Per il Comitato gli alberi adulti garantiscono infatti ombra, mitigazione delle temperature, assorbimento di anidride carbonica e polveri sottili, oltre a rappresentare un elemento ormai consolidato del paesaggio urbano.

La battaglia era esplosa a luglio, quando il progetto aveva provocato una mobilitazione politica trasversale. Erba Civica, Partito democratico, Fratelli d’Italia e Circolo Ambiente Ilaria Alpi avevano chiesto di valutare soluzioni capaci di salvaguardare le piante. La Lega aveva invece richiamato l’attenzione sulle condizioni dei marciapiedi e sulla necessità di garantire la sicurezza di pedoni, anziani, persone con disabilità e famiglie con passeggini.

Ora, dopo la prima pec, arrivano le 1.866 firme. Il Comitato attende ancora un riscontro formale dell’amministrazione e auspica un confronto con il Comune e coi tecnici. L’assessore all’ambiente, Alessio Nava, interpellato sulla nuova iniziativa e sulle firme raccolte, al momento non ha rilasciato dichiarazioni.

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