Lago del Segrino, tartarughe
abbandonate: «Un pericolo per le acque»

Canzo La loro presenza è tornata a essere infestante: «Valuteremo se riprendere le catture»

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Canzo

Il problema delle tartarughe nel Lago del Segrino resta importante, mai davvero risolto, ed è tornato al centro dell’attenzione. Sui social nelle ultime settimane si moltiplicano fotografie e video degli animali intenti a godersi le acque del lago. Per molti sembrano un’insolita e piacevole curiosità, ma in realtà si tratta di una presenza nota da anni e considerata invasiva per l’ecosistema del lago.

Dai primi anni -Duemila

Il fenomeno non è nuovo. Già nei primi anni Duemila il Parco del Lago del Segrino aveva avviato interventi per catturare le tartarughe, quasi tutte riconducibili ad abbandoni da parte di privati che, dopo averle acquistate come animali domestici, le hanno liberate nel bacino. Nel tempo sono state installate trappole galleggianti e realizzato anche un laghetto dedicato per ospitare gli esemplari recuperati, evitando nuovi rilasci nell’ambiente naturale.

Spiegava nel 2021 l’allora presidente del Parco Lago del Segrino Maurizio Ratti: «Il problema delle tartarughe è importante, sono un animale ormai da ritenersi infestante per l’area del lago e può essere anche un pericolo – spiega - Stanno aumentando a dismisura e non oso pensare cosa può succedere se una tartaruga morde il dito di un bambino, dobbiamo intervenire».

Nonostante gli interventi realizzati in questi anni, però, il problema non è scomparso come spiega l’attuale presidente Alfredo Viganò. «Negli scorsi anni abbiamo effettuato operazioni di cattura delle tartarughe, ma recentemente gli interventi sono stati sospesi e la problematica si sta nuovamente diffondendo, tornando a essere importante perché questi animali diventano infestanti per il lago».

Il presidente punta il dito soprattutto contro gli abbandoni. «Purtroppo c’è troppo menefreghismo nei confronti della natura. Tante persone comprano una tartaruga in un negozio di animali e poi, quando cresce o diventa impegnativa da gestire, la abbandonano nel lago. È una situazione che si ripete da anni. Proprio per questo abbiamo creato anche uno spazio dedicato dove poter tenere le tartarughe recuperate. Nei prossimi mesi valuteremo di riprendere nuovamente gli interventi di cattura».

Le tartarughe esotiche rappresentano infatti un problema per la fauna locale perché competono con le specie autoctone e alterano gli equilibri dell’ecosistema del Segrino.

Parallelamente il Parco continua a investire nella tutela di un’altra specie simbolo del lago, i rospi che ogni anno attraversano la strada provinciale per raggiungere l’acqua e deporre le uova.

I rospi

«Proprio in questi giorni, sotto la nuova rotonda in costruzione verso Canzo, sarà posizionato un nuovo condotto che consentirà agli anfibi di attraversare la carreggiata in sicurezza. L’opera si aggiungerà alle altre piccole gallerie già realizzate negli anni scorsi per favorire la migrazione dei rospi», conclude Viganò.

Da una parte quindi la necessità di contenere una specie introdotta dall’uomo, dall’altra l’impegno a proteggere quella autoctona.

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