Morto nel disastro aereo in Perù. La fidanzata di Inverigo: «I viaggi, la nostra passione»

Lorenzo Angelucci, 24 anni, fresco di laurea al Politecnico di Milano in Ingegneria gestionale, festeggiata nel Comasco, al Lido a Merone, è una delle vittime dell’incidente del velivolo turistico. Da sette anni stava con Stefania Barbato, conosciuta a scuola a Carate Brianza

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Inverigo

L’ultima foto scattata, dopo un concerto a Milano, nemmeno dieci giorni fa, con un’immagine racconta bene quel che avrebbe dovuto essere la vita da qui in poi per Lorenzo Angelucci e Stefania Barbato: insieme, abbracciati, belli e sorridenti. Con l’estate davanti e negli occhi. Il destino ha disposto diversamente, ha spento il sole, e s’è portato via Lorenzo, 24 anni, morto nel disastro aereo in Perù insieme ai genitori. Due intere famiglie, spazzate via in un istante.

Un’altra immagine descrive perfettamente la vertigine del dolore di queste ore, l’immagine che le ritrae insieme in aeroporto, prima di imbarcarsi verso il Perù, l’ultima delle loro vacanze, terminata tragicamente con lo schianto del piccolo aereo turistico che li trasportava, precipitato mentre sorvolava il sito archeologico delle linee di Nazca. Tredici morti, sette italiani. I monzesi Gianturco, Paolo e la moglie Cristina Maria Bianco e i loro figli, Matteo e Pietro. E gli Angelucci, di Seregno, Massimo e la moglie Elena Sala. E Lorenzo, 24 anni, fresco di laurea al Politecnico di Milano in Ingegneria gestionale, festeggiata nel Comasco, al Lido a Merone. Da sette anni stava con Stefania Barbato, di Inverigo, conosciuta a scuola, tra i corridoi del liceo a Carate Brianza.

Un sentimento nato da ragazzi che, come loro, è cresciuto e ha camminato fin qui. L’ultima volta si sono visti il giorno prima della sua partenza per il Perù, e venerdì lui le aveva inviato una foto in barca. Poi il buio. «Sono passate ore senza sue notizie – racconta la giovane – senza riuscire a mettermi in contatto con lui. Quando hanno iniziato a circolare le prime informazioni sul web ho capito quello che era accaduto». Per provare a descrivere Lorenzo bastano poche parole, ma autentiche: «Era un bravo ragazzo – continua – davvero. Un bravo ragazzo. Ci piaceva stare insieme, fare tutto quello che era possibile, viaggiare». Il prossimo, di viaggio, sarebbe stato a breve: «Una volta tornato saremmo dovuti andare al mare».

Per Stefania Barbato e per le famiglie delle vittime il tempo pare invece essersi congelato, in attesa di notizie dalla Farnesina, per poter organizzare il rientro delle salme e dare l’addio ai propri cari. «Siamo tutti vicini in questo momento – prosegue con tono pacato – altrimenti una cosa simile non si potrebbe affrontare». A Seregno il dolore ha stretto attorno ai familiari l’intera città, attonita per l’enormità di quanto è accaduto. Gli amici e i conoscenti, i colleghi, le istituzioni. Tutti si sentono toccati da questa tragedia. Stefania Barbato, laureata in Biologia, aveva tanti progetti con Lorenzo, tanta vita davanti, tanta estate: «Progettavo di laurearmi in Biologia della Nutrizione. Adesso non so quando accadrà».

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