Nell’Erbese 7.374 pazienti senza medico di base: «Ma cure assicurate»

Erba È andato in pensione anche il dottor Toffanelli. Cattaneo, direttrice del distretto: «Numerose carenze. Funzionano gli Ambulatori territoriali: sarà il futuro»

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Erba

Nel distretto di Erba ci sono 7.374 cittadini senza un medico di medicina generale di riferimento. Asst Lariana fornisce a tutti l’assistenza attraverso sette ambulatori medici territoriali (Amt) distribuiti sul territorio: «Il sistema è organizzato per garantire accessibilità alle cure anche in una fase di forte carenza di professionisti» assicura Sabrina Cattaneo, direttrice del distretto di Erba di Asst Lariana.

La carenza dei medici di base, dovuta a tanti pensionamenti e pochi nuovi ingressi, è un problema diffuso a livello nazionale. In provincia di Como, il territorio erbese è quello in cui la situazione appare più grave: negli ultimi anni il sistema ha perso medici storici e molto noti, da Alberto Rigamonti a Giuseppe Rivolta; l’ultimo è Marco Toffanelli, altra “colonna” della medicina erbese che ha lasciato pochi giorni un migliaio di pazienti.

La Provincia ha chiesto Asst Lariana quanti siano i cittadini del distretto senza un medico di riferimento: la risposta fornita dall’azienda è molto precisa, sono 7.347.

La situazione

«Comprendo le preoccupazioni, ma nessuno viene lasciato senza assistenza» dice la direttrice Cattaneo. «Per tutti sono attivi gli Amt, garantiscono assistenza dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18, visite domiciliari per i pazienti fragili, supporto infermieristico e percorsi dedicati ai pazienti cronici. A seguito del pensionamento del dottor Toffanelli, abbiamo incrementato le ore di attività medica disponibili raggiungendo 96 ore settimanali di presenza ambulatoriale».

La richiesta di un medico di riferimento è legittima, soprattutto se arriva da persone anziane o fragili che per anni si sono sempre rivolte allo stesso professionista. «Lo comprendo perfettamente, ma sarebbe sbagliato considerare gli Amt solo come una soluzione di emergenza. Hanno elementi di valore che meritano di essere evidenziati».

Prima di tutto, spiega Cattaneo, «garantiscono continuità assistenziale immediata anche quando un medico cessa l’attività. Consentono una maggiore copertura oraria e permettono di integrare più professionalità che lavorano in équipe. L’esperienza dimostra che il vero salto di qualità si realizza quando il medico opera all’interno di una rete composta da infermieri di famiglia, specialisti, servizi sociali e Case della Comunità».

Per Asst Lariana la domanda «non è se sia migliore il medico singolo o l’ambulatorio, ma come garantire ai cittadini risposte tempestive, continuità delle cure e assistenza di qualità. È su questo che stiamo lavorando quotidianamente».

Resta da capire perché la carenza di medici di base sia così forte a Erba. «La riduzione è un fenomeno nazionale. Qui la difficoltà è amplificata da fattori storici: la medicina si è sviluppata attraverso studi individuali e di rete, mentre oggi i giovani medici cercano modelli diversi basati sul lavoro di squadra, la condivisione degli spazi, l’utilizzo di personale di supporto e la collaborazione con infermieri e specialisti» osserva la direttrice del distretto di Erba. «Proprio in questa direzione si collocano le Case della Comunità».

La strada sembra tracciata. Si tornerà mai ad avere un medico di riferimento? «Il rapporto di fiducia tra cittadino e medico di famiglia rimane un valore fondamentale, nessuno lo mette in dubbio. Occorre però essere realistici: il sistema sanitario territoriale dei prossimi anni non sarà identico a quello di venti o trent’anni fa. Il medico di famiglia deve cambiare il proprio modello organizzativo, partecipare a forme associative di gruppo avanzate ed essere promotore di forme sempre più integrate di assistenza».

La situazione

Il modello, per Cattaneo, è «un medico di medicina generale protagonista e perno di un sistema più ampio e più capace di rispondere ai bisogni di salute moderni».

Luca Meneghel

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