«Ospedale, emergenza personale»
Erba. Il sindacato Anmirs invia una diffida alla proprietà Lifenet: «Da mesi denunciamo gravi insufficienze». «Turni di guardia non garantiti, per due giorni laboratorio chiuso e abbiamo inviato gli esami urgenti al Valduce»
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Erba
Il laboratorio analisi chiuso due giorni, turni di guardia non garantiti, difficoltà a trovare il personale. Maurizio Ferretto e Francesco Quattrone, medici dell’Ospedale di Erba e rappresentanti locali del sindacato Anmirs, sono molto preoccupati: «Per il pronto soccorso e i reparti è difficile contare tempestivamente sulla consulenza specialistica necessaria». Il sindacato minaccia lo stato di agitazione, l’ospedale apre al confronto.
I medici di guardia
I rappresentanti sindacali parlano dopo aver denunciato per mesi «insufficienze riguardanti l’organizzazione del Dea, il Dipartimento emergenza accettazione, che, in parallelo al pronto soccorso, prevede la presenza delle guardie dei medici di anestesia-rianimazione, chirurgia, medicina, ortopedia-traumatologia, pediatria, cardiologia e ginecologia-ostetricia» dicono Ferretto e Quattrone.
Le denunce interne non hanno portato a nulla, tanto che il 26 maggio la segreteria nazionale di Anmirs ha inviato una diffida a Lifenet, il gruppo proprietario della struttura, lamentando criticità organizzative, economiche e condotte antisindacali.
Il punto, osservano i medici, è che «le coperture specialistiche, che dovrebbero essere garantite nelle 24 ore o nelle 12 ore diurne completate da un sistema reale di pronta disponibilità notturna, risultano spesso incomplete, con particolare criticità per traumatologia: la pronta disponibilità dell’ortopedico nella notte non è garantita».
Eclatante, poi, il caso che si è verificato in questi giorni. «Il 29 e 30 maggio è rimasto indisponibile il laboratorio per gli esami urgenti, che la direzione ha disposto di inviare con un fattorino all’ospedale Valduce di Como, mettendo a rischio i pazienti con gravi patologie acute ed in difficoltà i medici del pronto soccorso e dei reparti» a causa delle attese per avere i referti.
Per Anmirs, «la situazione appare ancor più preoccupante alla luce della difficoltà di reperimento del personale e del progressivo allontanamento di professionisti dalla struttura». In mancanza di un intervento tempestivo, si arriverà alla proclamazione dello stato di agitazione. L’Ospedale di Erba, sentito ieri da La Provincia, fa sapere che «il confronto costante e costruttivo con le rappresentanze professionali è fondamentale. Gli incontri e i contatti con Anmirs sono frequenti e improntati a uno spirito di collaborazione reciproca, per garantire la migliore qualità dell’assistenza ai pazienti e le migliori condizioni di lavoro ai professionisti».
La direzione sta ultimando una lettera con tutte le risposte alla diffida ricevuta il 26 maggio. «Quanto alle segnalazioni sul personale medico, la difficoltà nel reperimento di professionisti rappresenta una criticità strutturale che interessa l’intero sistema sanitario, pubblico e privato, e che inevitabilmente coinvolge anche la nostra struttura».
«Turnover fisiologici»
Al tempo stesso, «il turnover registrato presso l’Ospedale di Erba si mantiene su valori fisiologici e in linea con quelli del settore e del territorio. Ribadiamo l’impegno a garantire qualità e continuità delle cure e rinnoviamo il pieno riconoscimento del valore di tutti i professionisti che ogni giorno operano nella struttura con competenza e dedizione».
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