Tigli, la ricetta di Farano per salvarli. «Mettiamo fioriere-panchine alla base»
Erba. Si estende la mobilitazione per salvare i venti alberi dall’abbattimento. L’ex assessore allontanato dalla Giunta: «Tanti vantaggi, ma non mi ascolteranno»
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Tra ambientalisti, comitati civici e consiglieri di minoranza, si estende la mobilitazione contro l’abbattimento di venti tigli tra via Turati e via San Rocco, come previsto dal progetto di sistemazione dei marciapiedi approvato giorni fa dalla giunta. Tra le proteste spicca una proposta conservativa dell’ex assessore Paolo Farano, allontanato la scorsa estate dal sindaco Mauro Caprani per divergenze sul progetto di riqualificazione di corso 25 Aprile.
L’obiettivo, chiarisce l’architetto Farano, è salvare almeno i tigli in via San Rocco: «Qui le ampie dimensioni dei marciapiedi consentono di intervenire lasciando spazi agevoli per il passaggio dei pedoni».
Strato drenante
La proposta dell’ex assessore prevede «la realizzazione di fioriere alla base dei tronchi, che servano anche da seduta, all’interno delle quali lo strato drenante permetterebbe all’acqua e all’ossigeno di raggiungere il suolo, riducendo la necessità delle radici di affiorare in superficie». I vantaggi sarebbero molteplici: «Si potrebbero recuperare i masselli autobloccanti, si eviterebbe il costo dell’abbattimento dei tigli trentennali nel pieno della loro maturità e si risparmierebbe sull’acquisto di nuovi alberi».
Rispondendo ai cittadini che hanno commentato i suoi schizzi progettuali, Farano ha parlato anche della futura manutenzione delle piante. Ma non si fa troppe illusioni: «La mia proposta non verrà considerata e al posto dei grandi tigli ci ritroveremo degli alberelli striminziti, come quelli del piccolo parcheggio di via Volta (ultimato ma non ancora aperto al pubblico, ndr)».
Lo scontro
Del resto l’opposizione al progetto simbolo dell’amministrazione Caprani - la riqualificazione del tratto centrale di corso 25 Aprile - gli è già costata il posto in giunta. Difficile che la sua proposta sui tigli venga tenuta in considerazione, ma provarci non costa niente.
Intanto la protesta contro l’abbattimento delle piante (che verranno sostituite da esemplari più piccoli con radici meno invasive) si estende. Il Circolo ambiente Ilaria Alpi invita a farsi sentire via mail con il Comune, in attesa di altre iniziative a cui sta lavorando anche il gruppo consiliare di Erba civica.
Più meditata pare la presa di posizione del Coordinamento Base, che raggruppa alcuni comitati civici del centro città. Il Coordinamento, che si era schierato in prima linea contro il taglio degli alberi in un parco privato di via Volta, chiede all’amministrazione se non sia possibile adattare la pavimentazione alla conformazione delle radici, ormai giunte a maturità; allo stesso tempo, però, riconosce l’urgenza di sistemare marciapiedi su cui sono caduti tanti cittadini.
«Non chiediamo di lasciare le pavimentazioni nello stato attuale e non sottovalutiamo la sicurezza dei pedoni» fanno sapere dal Coordinamento. «Ma un intervento che comporta l’eliminazione di 21 alberi adulti non può essere trattato come una semplice manutenzione. In una fase di evidente fragilità politica della maggioranza, il confronto e la partecipazione dovrebbero essere rafforzati, non elusi».
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