Truffa del finto carabiniere. Condannato a 3 anni e 4 mesi

Erba. Raggiro da 8mila euro lo scorso ottobre ai danni di un’anziana . L’uomo, originario di Napoli, aveva anche violato gli arresti domiciliari

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Erba

Era ai domiciliari per un’altra vicenda legata ad una truffa avvenuta in Toscana, ma questo non gli aveva impedito di andare tranquillamente in giro, raggiungendo Erba per truffare un’altra anziana di 84 anni, portandole via la cifra di 8 mila euro. Per questa vicenda, che risale allo scorso mese di ottobre, i carabinieri erano riusciti ad arrestare il malvivente, Umberto Mastronzo, 33 anni napoletano, che era stato intercettato non troppo lontano dalla casa della vittima.

Ora il fascicolo è finito davanti al giudice dell’udienza preliminare, appuntamento con l’aula che si è concluso con la condanna a 3 anni e 4 mesi per l’uomo che aveva scelto di farsi giudicare con il rito abbreviato, potendo così contare sullo sconto di un terzo della pena previsto da questa scelta processuale.

Subito arrestato

L’uomo è in carcere fin dal giorno del suo arresto che come detto era avvenuto lungo le strade di Erba. La tipologia di raggiro che era stata utilizzata era quella del finto carabiniere. «Signora, suo figlio ha causato un incidente investendo una nonna e il sua nipotina», aveva detto al telefono, chiamando la donna ottantaquattrenne, un finto maresciallo dei carabinieri. Quest’ultimo aveva poi proseguito, chiedendo alla anziana signora di pagare una cifra alta per poter aiutare il figlio ad uscire dai guai, iniziando a versare una sorta di «risarcimento».

Si trattava però solo dell’ennesima truffa contro le parti più deboli della società. L’epilogo tuttavia era stato in questo caso diverso da altre vicende simili. La vittima aveva effettivamente pagato con quello che aveva, circa 8 mila euro in contanti, all’emissario del finto maresciallo dei carabinieri che si era presentato poco dopo alla sua porta, ma poco oltre sulla strada del truffatore si erano presentati anche i veri carabinieri che avevano intuito che qualcosa non andava nel comportamento di quell’uomo che si stava allontanando velocemente e con fare sospetto.

Il processo

Il successivo controllo aveva fatto saltar fuori gli 8 mila euro appena sottratti all’anziana, soldi che il perquisito non era riuscito a giustificare e che erano stati in seguito restituiti, mentre Mastronzo finiva con l’essere condotto in carcere al Bassone a disposizione del giudice.

L’arresto era stato compiuto dai carabinieri di Erba e dai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di Como. Di fronte al gip il giorno dopo l’arrestato il sospettato aveva risposto alle domande, senza tuttavia fornire il nome di chi aveva fatto la telefonata.

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