Dal meteo ai posti letto. Svizzera, il turismo divide
Anche nella Confederazione elvetica tiene banco il dibattito sull’overtourism e su alcune scelte strategiche. A Lucerna c’è chi chiede di applicare una sorta di numero chiuso.
Lettura 2 min.C’è turismo e turismo. Ed anche la Svizzera pare proprio aver scoperto le differenze che si celano dietro un successo in termini di pernottamenti che ha superato anche l’inevitabile barriera creata dal franco forte e in quota forse ancora maggiore, soprattutto per gli ospiti in arrivo dagli States, dalle attuali turbolenze internazionali. Eppure non tutti la pensano così.
È il caso di Lucerna, dove un agguerrito comitato civico ha deciso di presentare un’iniziativa popolare finalizzata a creare un tetto massimo per i posti letto turistici. Lucerna è alle prese con un overtourism che rischia di diventare un boomerang per i residenti, ma anche per chi sul territorio cittadino lavora in altri segmenti produttivi. Il “numero chiuso” dovrà quindi transitare dalle urne, rappresentando inevitabilmente un precedente a livello svizzero.
C’è anche chi ha deciso di ospitare nella propria struttura solo turisti “over sedici” creando un caso a livello svizzero. La vicenda ha come location un camping vicino a Interlaken, dove le due titolari - che possiedono anche un’altra struttura - hanno deciso di ospitare solo ospiti adulti, rinunciando così a famiglie con bambini. «I nostri ospiti, soprattutto quelli in arrivo dal nord Europa, chiedono tranquillità», hanno fatto sapere le due sorelle che gestiscono il Camping.
Favorevoli e contrari
Naturalmente in un’estate al momento priva di grandi spunti di cronaca, la vicenda sta tenendo banco in tutta la Confederazione, tra favorevoli e contrari. Il Camping e le sue proprietarie sembrano essere tutt’altro che dispiaciute per questo momento di gloria, considerato che le prenotazioni vanno a gonfie vele. L’altro tema forte della settimana riguarda i maxi-schermi che hanno catalizzato l’attenzione di migliaia di tifosi della “Nati”, così è chiamata la nazionale svizzera, su tutto il territorio federale, anche a ore impossibili, considerato che il quarto di finale tra l’undici di Murat Yakin e l’Argentina di Leo Messi si è giocato alle tre di notte. Ciò non ha impedito di riempire anche in Ticino le piazze. A stretto giro è però arrivata la reprimenda di diversi esercenti, che hanno lamentato mancati guadagni.
Questo perché i maxi-schermi hanno attirato i tifosi, che dunque hanno snobbato per forza di cose bar e ristoranti. La polemica ha toccato anche il Ticino, dove con il consueto pragmatismo il presidente di GastroTicino Massimo Suter ha stoppato sul nascere ogni ulteriore lamentala. «Il fatturato di un’azienda non può essere messo in crisi da un telo bianco installato in una piazza», le sue parole. Il tema ha comunque appassionato l’opinione pubblica, anche perché l’exploit della Svizzera ha sicuramente rappresentato un motivo di interesse dentro l’estate della Confederazione. Con un pizzico di sano campanilismo, oltreconfine hanno rivendicato - con o senza polemica per i maxi-schermi - le “notte magiche” vissute sino ai quarti di finale al contrario del nostro Paese che ancora una volta si è dovuto accontentare di guardare i mondiali in Tv da spettatore interessato.
Clima
Infine un’ultima sottolineatura va rivolta al meteo, che sta diventando sempre più determinante non solo per le estati sempre più torride inframezzate da bombe d’acqua o comunque precipitazioni significative, ma anche per le conseguenti decisioni di limitare le autorizzazioni a nuove strutture ricettive, campeggi in particolare, minacciando anche quelli esistenti. Prova ne sia - lo ha confermato il quotidiano “Blick” - che diverse strutture hanno già dovuto chiudere in mancanza di requisiti legati a possibili fenomeni di dissesto.
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