Flussi migratori in crescita. Ma siamo ancora lontani dal primato pre pandemia

I numeri L’Istat monitora con costanza gli ingressi nel nostro Paese. Nel Comasco, all’inizio di gennaio, erano stimati circa 45mila stranieri

Gli stranieri che sono entrati in Italia sono oggetto di rilevazioni anche da parte dell’Istat, che ha di recente pubblicato i dati riferiti all’anno 2021 e al primo gennaio 2023 per quanto riguarda gli stranieri residenti. Partendo dall’ultimo dato, gli stranieri residenti in Italia al primo gennaio 2023 erano 5.050.257 di cui 1.165.102 in Lombardia, 414.239 in Piemonte, 45.403 nella provincia di Como. I numeri che fotografo le “Migrazioni interne e internazionali della popolazione residente – anno 2021” descrivono una ripresa della mobilità interna e delle migrazioni dall’estero, mentre sarebbero in diminuzione le persone che lasciano l’Italia.

I paragoni

Nel 2021 sono cresciute (+6,7% sull’anno precedente) la mobilità interna (un milione 423mila trasferimenti), ma anche le immigrazioni (oltre 318mila; +28,6%) mentre sono calate le emigrazioni (poco più di 158mila; -1% sul 2020) soprattutto dei cittadini italiani (94mila; -22%).

I dati provvisori riferiti al periodo gennaio-ottobre 2022, rispetto allo stesso periodo del 2021, hanno invece messo in risalto come ci sia un moderato incremento dei flussi migratori interni (+4%) e dall’estero (+13%) e una forte riduzione dei flussi in uscita dal Paese (-20%).

Nel corso del 2021 il ritorno post pandemico alla circolazione ha riacceso i flussi di spostamento delle persone. Rispetto al 2020 sono aumentati del 6,7% i trasferimenti all’interno del Paese e del 28,6% quelli provenienti dall’estero, i flussi verso l’estero sono invece lievemente diminuiti (-1%).

Ponendo l’attenzione sugli immigrati stranieri nel 2021, il loro numero risulta essere pari a 243.607 con le iscrizioni anagrafiche dall’estero pari a 318.366 (+28,6% rispetto al 2020), a livello nazionale il tasso di immigratorietà totale, secondo l’Istat, è pari a cinque immigrati per 1.000 residenti (+1,2 punti per 1.000 rispetto all’anno precedente).

Da dove arrivano

Con riferimento alla componente straniera dei flussi di iscrizione dall’estero, nel 2021 si sono registrati circa 244mila immigrazioni, (+27% rispetto al 2020). Resta però da sottolineare come il volume degli ingressi dall’estero dei cittadini stranieri sia ancora inferiore a quello che era stato registrato prima della pandemia. Il record di flussi di stranieri lo detiene ancora il 2017 (301mila), legato ai flussi di cittadini in cerca di accoglienza per asilo e protezione umanitaria, dal 2018 si è registrata una media di circa 270mila ingressi l’anno, fino al 2020, quando la pandemia li ha ridotti di molto (192mila).

La lettura del report dell’Istat mette inoltre in luce come l’aumento rispetto al 2020 valga per tutte le aree di provenienza dei flussi di immigrazione straniera, meno per i paesi europei (+12,3%) – per la contrazione dei flussi provenienti dal Regno Unito (-70%) e il leggero calo dalla Romania (25mila, -1%) - e in particolare per l’Asia (+55%), le Americhe (+32%) e l’Africa (+25%). Tra i paesi europei l’Albania è il secondo paese di origine dei flussi di immigrazione con oltre 22mila iscrizioni (+28,4% rispetto al 2020), seguita dall’Ucraina (9mila, +68,6%) prima della guerra e dalla Moldova (5mila, +24,4%).

Significativo l’aumento dei flussi dal Marocco (15mila, pari a +23%, rispetto al 2020), minore quelli da Egitto (8mila, +40%) e Nigeria (7mila, +4%). Per l’Asia ha raddoppiato il valore dei flussi dal Bangladesh (15mila, +87%), tanti anche quelli dal Pakistan (14mila, +48%) e dall’India (11mila, +56%). Sono invece diminuiti i numeri delle persone in arrivo in Italia dal Brasile (7mila iscritti, -8,5%), al contrario di quelle in arrivo dall’Argentina che sono triplicate (6mila, +170%) e dal Perù (5mila, +80%).

Ma dove sono diretti gli stranieri che entrano in Italia? Le aree preferite sono state, nel 2021 il Nord (132mila, con un’incidenza del 53,9% sul totale), il Mezzogiorno (57mila, 23,4%) e il Centro (55mila, 22,7%) anche se rispetto al 2020 l’aumento maggiore si è avuto al Sud e nelle Isole (+39% rispetto al 2020, contro +24% del Nord e +23% del Centro).

Guardando alle regioni, la Lombardia accoglie in assoluto più iscrizioni di cittadini stranieri dall’estero (47mila, 19% del totale), seguita dal Lazio e dall’Emilia-Romagna (entrambe 24mila, 10%), mentre a livello provinciale, i flussi si dirigono soprattutto nelle città metropolitane di Milano e Roma (entrambe 17mila, 7% del totale).

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