La “Festa dei Vicini”, un’opportunità. Ma la casa è spesso tema di conflitti
Non è sempre paradiso tra le pareti domestiche, anche in Svizzera. Dai problemi per l’affitto al rapporto con i vicini. Bisogna lavorarci ed è quanto, partendo proprio dalle complesse relazioni con chi abita accanto, si fa ad esempio nelle città del Ticino creando occasione di conoscenza. È la cosiddetta” Festa dei Vicini”, su cui si punta a partire da Lugano, ogni ultimo venerdì di maggio
Lettura 2 min.Non è sempre paradiso tra le pareti domestiche, anche in Svizzera. Dai problemi per l’affitto al rapporto con i vicini, sono diversi i motivi per cui l’abitazione può creare i suoi grattacapi. Bisogna lavorarci ed è quanto, partendo proprio dalle complesse relazioni con chi abita accanto, si fa ad esempio nelle città del Ticino creando occasione di conoscenza. È la cosiddetta Festa dei Vicini, su cui si punta a partire da Lugano, ogni ultimo venerdì di maggio.
L’ultimo venerdì di maggio
è data importante
Guardando alle statistiche che individuano le maggiori ragioni di conflittualità, si capisce come proprio la conoscenza possa essere il terreno su cui coltivare un clima migliore. Quando insomma si ha ben presente chi è l’altro e si capisce che è meglio parlare subito delle problematiche che possono insorgere, invece di partire subito lancia in resta. Un’opportunità importante anche nelle città del Cantone e della Confederazione, che vedono arrivare molte persone, stranieri compresi, con un certo turnover.
Ma c’è – molto – di più. L’Associazione svizzera degli inquilini, in collaborazione con l’istituto di ricerca Sotomo ha condotto un’indagine su circa 340.000 persone in tutta la Confederazione tra il 21 gennaio e il 3 marzo 2026. Tra queste, quasi 240.000 erano soci dell’Asi e poco più di 100.000 altri inquilini interessati, si spiega.
Sono state utilizzate le risposte di oltre 34mila persone e i risultati – mette in guardia l’associazione, che per quanto riguarda il Ticino svolge l’attività a Balerna, Locarno, Massagno e Bellinzona – sono allarmanti.
Perché? Si parte dalla questione economica. I costi mensili dell’affitto rappresentano almeno il 30% del reddito per due famiglie su cinque. Il 43% degli intervistati indica che i costi abitativi si collocano tra il 20 e il 30% del reddito, mentre per meno di un quinto sono inferiori al 20% del reddito mensile del nucleo familiare. Tra le donne e gli anziani, la quota destinata all’abitazione sul reddito mensile familiare incide maggiormente, in confronto a uomini e alle persone sotto i 55 anni. Nessuna differenza particolare, invece, tra città e aree extraurbane.
Anche se tre quarti degli intervistati non sono attualmente alla ricerca di una casa, due terzi non hanno trovato facilmente un alloggio. Non esistono grandi disparità tra aree, tuttavia questa ricerca è risultata più difficile in Ticino e a Ginevra.
Il rapporto con il proprietario dell’appartamento è un problema per due terzi degli intervistati. Con diverse motivazioni. In cima alla classifica le riparazioni legate alla manutenzione e ai difetti dell’alloggio in affitto. Ma c’è anche chi - un quinto degli intervistati – afferma di aver avuto problemi sul conteggio delle spese condominiali. Uno su dieci parla anche di aumento dell’affitto durante la durata del contratto.
Se il problema affitto è ben presente, di recente Asi (Asloca in francese) ha preso posizione contro l’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni”, perché «mira a porre fine alla libera circolazione delle persone. Questo provocherebbe uno shock economico, una diminuzione delle rendite e un calo dei salari. I redditi diminuirebbero mentre le pigioni continuerebbero ad esplodere. Per molte economie domestiche, la situazione si aggraverebbe maggiormente».
Le soluzioni sono altri, secondo l’Asi e il presidente Carlo Sommaruga: «Gli inquilini hanno bisogno di pigioni più basse e di una migliore protezione contro gli abusi, non di un’iniziativa che renderebbe la loro situazione finanziaria ancora più precaria».
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