Regole per chi cerca funghi (e la sicurezza ha un costo)

La bella stagione. Massima attenzione anche per chi s’addentra nei boschi. Uno degli argomenti più sensibili è il prezzo degli interventi di soccorso

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Con l’arrivo dell’estate, la polizia cantonale tornerà a riproporre il vademecum per i “fungiatt” ticinesi (e non solo), anche a seguito dei gravi incidenti - cadute accidentali in primis - avvenuti negli ultimi anni.

Nel vademecum anche un richiamo all’attrezzatura

In questo contesto, va ricordata l’incidente occorso a metà settembre in Valle Morobbia - Valle che confine con la Val Cavargna - dove un “fungiatt” di 33 anni ha perso la vita dopo essere precipitato nel vuoto. Vani i soccorsi della “Rega”, a fronte dei gravi traumi riportati nella caduta.

Gli incidenti

A stretto giro un anziano cacciatore è stato trovato senza vita sopra Personico, in bassa Val Leventina. “Massima attenzione”, l’appello rivolto dalla polizia cantonale nelle diverse campagne informative portate avanti in questi anni. Da qui alcuni consigli pratici per andare in montagna “in sicurezza” e per evitare di incorrere in cadute con conseguenze anche molto serie.

«In montagna in forma e sicuri», lo slogan utilizzato dalla polizia cantonale. Questo perché «un buon stato di salute e una valutazione realistica delle proprie possibilità sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri».

«Scegliete un itinerario idoneo ed evitate le escursioni individuali poiché anche piccoli contrattempi possono trasformarsi in situazioni di grave emergenza - si legge nel vademecum -. Comunicate il vostro itinerario a parenti, amici e non cambiatelo. Il grado di difficoltà dei sentieri è indicato chiaramente dal colore della segnaletica in base all’esperienza richiesta, vale a dire “gialla” per i sentieri escursionistici, “bianco-rosso-bianco” per i sentieri di montagna e “bianco-blu-bianco” per i sentieri alpini. La categoria del sentiero indica sia la sua praticabilità sia i requisiti che l’escursionista e il suo equipaggiamento devono soddisfare».

Fondamentali sono anche l’abbigliamento e l’attrezzatura, a cominciare dagli scarponi. «Nello zaino non devono mancare indumenti per la pioggia, il freddo, da bere, cibo, protezioni dal sole, kit di primo soccorso e un cellulare con batterie cariche (numero di emergenza 112 o 117)», ha fatto notare la cantonale.

In caso di infortuni

Altro tema sensibile (in Svizzera) quello dei costi a seguito delle diverse tipologie di interventi di soccorso. I costi d’intervento in caso di infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia. Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio “Rega” (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona.

«Si raccomanda pertanto di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione a un ente di soccorso svizzero», la raccomandazione - tutt’altro che scontata - della polizia cantonale.

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