Ticino,ecco i “taxi del cielo”, ponte con i nostri aeroporti

La Svizzera ridisegna i rapporti con l’Italia: dalla Supsi l’algoritmo che guiderà treni e merci oltre il Ticino. Un obiettivo: facilitare il trasferimento dei trasporti tra strada e ferrovia grazie all’intelligenza artificiale

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Taxi “del cielo” e intelligenza artificiale sembrano concretamente rappresentare il futuro dei trasporti in Svizzera.

La nuova parola d’ordine è “Optimodal Ai”

Tema che ovviamente interessa da vicino gli Stati confinanti, Italia inclusa. I “taxi del cielo” capaci di trasportare quattro-cinque passeggeri in modo autonomo tra il Ticino e gli hub aeroportuali milanesi - per citare un esempio calzante - sembrano pronti a diventare da ambizioso progetto a realtà, anche se ad oggi i problemi non mancano. A cominciare dalle difficoltà a reperire i velivoli, per i quali il solo Qatar - grazie alla forza dei petroldollari - sembra essere in rampa di lancio, per rimanere in tema. In realtà dietro l’angolo c’è anche un utilizzo su larga scala dell’intelligenza artificiale applicata ai trasporti ferroviari, grazie ad un (altrettanto) ambizioso progetto Interreg. L’obiettivo è facilitare il trasferimento delle merci tra strada e ferrovia, ricordando in questo contesto che l’obiettivo dei 650 mila mezzi pesanti attraverso le Alpi - indicato oltre trent’anni or sono da un’iniziativa popolare - è ancora (molto) lontano dall’essere raggiunto. In soccorso dell’iniziativa delle Alpi è giunto ora questo progetto Interreg elaborato dalla Supsi, la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana. La nuova parola d’ordine elaborata dalla Supsi è “Optimodal Ai” e tecnicamente - secondo quanto riferito dal portale TvSvizzera.it - garantirà un supporto concreto agli attori potenzialmente interessati, a cominciare dagli operatori intermodali. Questo perché il nuovo sistema garantirà soluzioni di trasporto che possano ottimizzare il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. Ad oggi ancora troppi camion attraversano le Alpi e in questi dinamiche hanno un ruolo anche i volumi di traffico che interessano la nostra A9, a diretto contatto con il valico di Chiasso-Brogeda e l’autostrada A2. Gli ultimi dati dicono che nel 2025 hanno attraversato le Alpi 960 mila mezzi pesanti, con la percentuale del trasporto merci transalpino che è scesa in maniera abbastanza preoccupante sotto il 70%.

Ma l’intelligenza artificiale può essere applicata anche al trasporto pubblico. Risale infatti a fine 2022 un dettagliato report in cui si parlava delle applicazioni dell’intelligenza artificiale per ottimizzare i trasporti pubblici. L’obiettivo in questo caso era tutto sommato semplice. Per spingere la gente a utilizzare di più treni e autobus due compagnie ferroviarie così come AutoPostale e il Cantone di San Gallo avevano deciso di fare affidamento sui dati anonimizzati dei telefoni cellulari e sull’intelligenza artificiale. In questo modo incrociando i dati sarebbe stato possibile capire i movimenti dei passeggeri, migliorandone l’efficienza. In base a quello studio era poi emerso che circa 100 mila passeggeri avrebbero potuto migliorare e in taluni casi dimezzare i tempi di percorrenza. Sicuramente si è trattato di un passo importante e date le tempistiche pionieristico. Soprattutto nella zona di Berna il progetto ha portato a risultati concreti. Poi l’avanzata dell’intelligenza artificiale ha migliorato ulteriormente la situazione. Non è un caso, in questo contesto, che la Svizzera oggi rappresenta un polo mondiale dell’intelligenza artificiale. Dal Politecnico federale di Zurigo al Politecnico federale di Losanna fino alle organizzazioni internazionali presenti a Ginevra, la vicina Confederazione sta avendo un ruolo chiave nell’innovazione portata in dote dall’intelligenza artificiale.

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