«Un trasporto sostenibile? Sì e con offerte di qualità»
L’intesa siglata tra Canton Ticino e Regione Lombardia, relativa a ferrovie, autobus e integrazione tariffaria. Il presidente del Consiglio di Stato Zali: «Si apre la strada a una rete di collegamenti per nuovi bacini d’utenza»
Lettura 3 min.Le esigenze cambiano sempre, ma la necessità di collegamenti transfrontalieri più presenti ed efficaci è un seme gettato da tempo tra Svizzera e Italia.
Collegamenti più rapidi con Malpensa
La “pianta” però cerca nuove occasioni, nuove possibilità di sviluppo proprio con il mutamento dei tempi.
Ecco perché di recente è avvenuto un passo importante che coinvolge Canton Ticino e Regione Lombardia: un accordo che punta proprio a garantire un ulteriore sviluppo e ulteriori opportunità per ogni categoria di cittadini elvetici e italiani, in particolare di queste aree. I lavoratori certo – pensiamo al problema del traffico che caratterizza lo spostamento dei frontalieri con tutte le conseguenze del caso – ma anche gli studenti, per non parlare dei turisti.
Prolungamento delle linee verso Como ed Erba
Due le vie tracciate in questa intesa, siglata a Palazzo Lombardia dal governatore Attilio Fontana, dall'assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente e, per il Cantone Ticino, dal Presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali e dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri. La prima è il consolidamento delle linee ferroviarie transfrontaliere già attive; l’altra, lo sviluppo di nuovi collegamenti, in sinergia con gli interventi di potenziamento infrastrutturale già in via di realizzazione.
In sede di firma, il Presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali ha avuto modo di esprimere ufficialmente soddisfazione per la conferma degli intenti comuni che consentiranno di rafforzare le relazioni di mobilità tra le nostre due regioni. I servizi ferroviari introdotti – ha assicurato - hanno dimostrato che la popolazione è pronta a considerare e usare mezzi di trasporto più sostenibili se ovviamente hanno a disposizione mezzi alternativi frequenti e di frequente e di qualità capace a rispondere alle aspettative.
I benefici si vedranno su diversi fronti, da quello ambientale a quello economico. Proprio al Presidente Zali abbiamo chiesto di approfondire questo passaggio importante, partendo dall’iniziativa precedente che ha gettato le basi per il futuro e terminando con le nuove direzione che saranno esplorate.
Quali sono i punti chiave politici della nuova intesa con Regione Lombardia per la mobilità transfrontaliera, che avete recentemente siglato in un apposito incontro a Milano?
L’intesa con Regione Lombardia per la mobilità transfrontaliera consolida una collaborazione già avviata da quindici anni e aggiorna un precedente documento del 29 aprile 2020. Il rinnovo dell’Intesa consentirà di rafforzare le relazioni di mobilità tra le nostre due regioni.
Siete fiduciosi che i cittadini dei due Paesi, delle due aree, coglieranno le chance che verranno offerte con questa nuova tornata di servizi? La mentalità cioè sta veramente cambiando in Canton Ticino come pure in Lombardia o il cammino è ancora lungo?
I servizi ferroviari introdotti negli ultimi anni hanno dimostrato che i cittadini sono pronti a optare per mezzi di trasporto più sostenibili a condizione di disporre di un'offerta frequente e di qualità. Gli ulteriori sviluppi concordati porteranno a collegamenti nuovi a beneficio dei territori, dell'ambiente e dell'economia.
Quali saranno i passi avanti sia in termini di consolidamento, sia in termini di nuovi servizi che emergono da quanto messo nero su bianco in questo nuovo accordo? Ci sono prolungamenti e orari più ricchi a disposizione, ad esempio, ma anche vere e proprie nuove linee che verranno inaugurate con il tempo? E in quali aree?
L’Intesa conferma le linee ferroviarie transfrontaliere già attive e prevede l’introduzione del prolungamento a Merone-Erba della linea S10 da Bellinzona, l’introduzione del prolungamento per Como e Molteno della linea S90, l’introduzione della nuova linea RE50, che garantisce maggior velocità tra Lugano e Varese/Malpensa, e l'incremento della frequenza da una corsa ogni ora a una ogni 30 minuti della linea RE80 fra Milano e Locarno.
Ci sono altre possibilità che emergono come chance di sviluppo futuro in un mondo con sempre più esigenze e nuove sensibilità, che si possono respirare in Svizzera e non solo? Ad esempio, un tema caldo resta quello dei pullman per ora per niente “transfrontalieri”, che cosa sta cambiando concretamente a questo proposito?
L’imminente ratifica del Parlamento italiano dell’abrogazione del divieto di cabotaggio a livello internazionale renderà possibile il rafforzamento e l’ampliamento della rete degli autobus transfrontalieri, permettendo agli autobus svizzeri in Italia e a quelli italiani in Svizzera di fermarsi a tutte le fermate e raccogliere passeggeri lungo il percorso.
Avrà un effetto importante secondo la vostra visione?
Sì, si apre la strada a una rete di collegamenti su gomma capace di raggiungere bacini di utenza oggi privi di reali alternative al mezzo privato.
Quali altre esigenze sono ancora allo studio oppure sarebbero necessarie per dare un servizio transfrontaliero sempre più sostenibile e continuare dunque a combattere il problema spinoso del traffico?
Il completamento dell’offerta di biglietti e abbonamenti integrati tra i due territori per gli spostamenti sia sui treni sia sugli autobus, così da semplificare l’utilizzo del trasporto pubblico e renderlo più attrattivo per i cittadini.
Il Canton Ticino è impegnato da tempo a promuovere un maggior utilizzo dei mezzi pubblici. I dati recentemente diffusi sono positivi, che cosa raccontano anche sul fronte dell’utilizzo delle biciclette come mezzo di spostamento. E come continua la campagna?
I dati del 2025 evidenziano l’evoluzione positiva della mobilità ciclabile in tutto il Cantone. Il trasporto pubblico continua a rafforzare la propria attrattività, la mobilità ciclabile consolida il proprio ruolo all’interno del sistema dei trasporti mentre il traffico motorizzato individuale si mantiene complessivamente stabile.
Si tratta dunque di venire incontro ai cittadini offrendo un panorama più ampio e funzionale possibile? Che cosa si sta facendo anche in questo senso e quali sono i passi anche politici che sono stati compiuti in Canton Ticino?
Queste dinamiche evidenziano l’importanza di un approccio multimodale, capace di offrire alternative complementari e adeguate alle diverse esigenze di spostamento della popolazione. Il Consiglio di Stato ha richiesto al Parlamento un credito di 2 milioni di franchi per l’attuazione della prima parte della strategia “Ticino Bici 2045”, una serie di misure concrete che avrà il compito di accompagnare la realizzazione delle infrastrutture ciclabili per i prossimi dieci anni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
