I parcheggi gratuiti a Como ormai un miraggio: in due anni ne sono spariti 529

Mobilità Tra l’estensione del pagamento nei giorni festivi e la temutissima “tariffa vulcano” opposizione e utenti della strada accusano l’amministrazione di fare cassa a spese dei residenti

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Sono oltre 500 i parcheggi che con la giunta guidata dal sindaco Alessandro Rapinese sono stati trasformati da gratuiti a pagamento tra la primavera del 2024 e oggi, con l’ultima pennellata di blu che vale qualcosa come altri 120 posti che saranno regolati da parcometro. Parcometri che, nel 2024 erano 201 e oggi sono 225. A questi provvedimenti va aggiunta l’introduzione del pagamento nei giorni festivi in tutta la città in 384 stalli e ben 376 spazi dove è in vigore la super tariffa “vulcano” (3 euro l’ora giorno e notte con super multe) oltre all’incremento delle tariffe (ad esempio il raddoppio della prima ora di sosta in viale Lecco).

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L’ultima decisione che riguarda le vie Don Guanella, Musa e Gorio oltre a via Prudenziana sta scatenando pesanti polemiche da parte dell’opposizione di centrodestra e di centrosinistra che accusano Rapinese di continuare a togliere posti bianchi e di non aver messo in atto alcuna della agevolazioni promesse per chi risiede a Como mentre l’Acus (Associazione civica utenti della strada) contesta la totale mancanza di un piano organico sulla sosta che sia frutto di partecipazione e confronto.

Dalla rivoluzione di marzo 2024 a oggi

Partendo dai numeri la prima “rivoluzione” Rapinese del marzo 2024 aveva portato alle modifiche tariffarie in tante zone della città, alla riduzione di un’ora nel pagamento (dalle 8 alle 19 e non più alle 20) e all’addio alla gratuità in 153 stalli (92 al parcheggio di Tavernola, 29 in tangenziale all’altezza del Synlab e 32 in via Regina tra la stazione e via Santa Marta). La seconda, quella iniziata nel gennaio scorso, ha visto la trasformazione da bianchi a blu di 256 posti (vie Brambilla, Borgovico vecchia, viale Innocenzo, piazzetta Mojana, via Museo Giovio, piazzale Gerbetto, via Petrarca, via Morazzone, XX Settembre, Marchesi, Zezio, Mentana, piazzale Escrivà e via Regina nel tratto fino a via Albricci), l’introduzione della tariffa “vulcano” in 376 posti e del pagamento anche nei festivi in tutta la città e cioé in altri 384 posti.

Ora il via libera della giunta, che sarà operativo da gennaio, alle strisce blu al posto di quelle bianche in via don Guanella (44 posti), Gorio (29), Musa (16) e a 32 stalli blu in via Prudenziana (oggi non sono tracciati, ma di fatto il parcheggio è libero). Per un totale, nelle tre rivoluzioni, di 529 posti bianchi cancellati e trasformati in blu. In via Crispi verranno invece ricavati 25 stalli bianchi al posto della sosta selvaggia.

«Serve un programma urbano»

«Da anni c’è una delibera - spiega il presidente dell’Acus Mario Lavatelli - che nessuna amministrazione ha voluto annullare e, in forza di quella delibera illegittima perché sostiene che tutta la città sia di rilevanza urbanistica, i parcheggi bianchi vengono eliminati senza proporzione rispetto a quelli a pagamento o soggetti a controllo orario. Un conto è una forma che può disciplinare l’uso, altro è eliminarli radicalmente».

E chiude: «Cinquecento posti bianchi cancellati in meno di due anni sono moltissimi. Mi domando perché l’amministrazione tenga in vita una delibera illegittima anziché fare un programma urbano dei parcheggi. Non si può procedere in modo disorganico e senza partecipazione della città, ma vediamo che questa amministrazione è contraria al concetto di confronto previsto dalle normative amministrative e dalla partecipazione al procedimento».

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