Schettini venerdì al Sociale: «Non sacrifichiamo la creatività sull’altare delle macchine»

Il celebre fisico e divulgatore comasco proporrà al teatro cittadino l’incontro “Alessandro Volta, la fisica che accende il futuro”: «La mia ricetta è un ritorno all’umanità»

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Como

«È bellissimo che Como possa elevare il proprio status di città della cultura, in un mondo che grida la superficialità, la volgarità, la caccia alle streghe». Vincenzo Schettini, professore di fisica e divulgatore da milioni di visualizzazioni con il progetto “La fisica che ci piace”, venerdì sera torna nella città dove è nato, per raccontare un altro comasco illustre: Alessandro Volta. Una coincidenza che diventa occasione per interrogarsi sul futuro, dalla pila all’intelligenza artificiale, nell’incontro “Alessandro Volta, la fisica che accende il futuro”, in programma alle 20.30, in un Teatro Sociale tutto esaurito. Un evento promosso assieme a “Onde lariane”, con il contributo di Governance locale Volta200 e il sostegno di TedxYouth@LakeComo.

«È una coincidenza – racconta – ma è una bellissima coincidenza che io sia nato nella città di Volta. Sono felicissimo di avere sulla carta d’identità la dicitura “nato a Como”. Voglio tornare qui con più calma, per visitare i luoghi voltiani: mi piacerebbe conoscerli meglio. E – aggiunge – sono onorato di partecipare a una stagione teatrale interamente dedicata a Volta, a ridosso di un appuntamento importante come quello del bicentenario». Una stagione intitolata “Volt”: «Lasciare una firma come quella di Volta, a cui è stata intitolata l’unità di misura della differenza di potenziale elettrico, è incredibile. Da lui si è generata tutta la fisica del futuro ed è bellissimo che una città che è celebre, ora, in tutto il mondo soprattutto come località turistica o per i successi calcistici, riscopra le sue radici scientifiche e voglia promuovere questa materia che, diciamolo, a scuola non piace a tanti, ma che, oltre a essere fondamentale, può essere anche appassionante e divertente, come spero di avere dimostrato con la mia attività».

Venerdì, peraltro, non sarà l’unico fisico in città: per la conclusione del “Festival della luce Lake Como” saranno ospiti due Premi Nobel – Alain Aspect e William D. Phillips – mentre Jean Dalibard riceverà il Premio Volta per le sue scoperte. Una concomitanza che piace tantissimo a Schettini: «È fantastico, chissà se riuscirò a incontrarli». Il percorso della sua lezione al Sociale collegherà la pila a sette passaggi fondamentali dell’evoluzione tecnologica, fino ad arrivare all’intelligenza artificiale. «Quello di Volta era un mondo in cui tutto era ancora possibile per la mente e l’immaginazione. La creatività non è affatto estranea alla fisica: è ciò che ha permesso a Volta di inventare, a Einstein di formulare la relatività, a Pitagora di mettere in relazione musica e matematica». È proprio la creatività, secondo Schettini, a rischiare di essere sacrificata sull’altare delle macchine. «Possiamo cedere loro il passo perdendo una delle caratteristiche più importanti della nostra mente? Mi preoccupa soprattutto il fatto che le chiavi siano nelle mani di compagnie private. E se alcune rallentano, chi ci garantisce che altrove si faccia altrettanto?». L’attuale dibattito, sostiene, non è assolutamente da sottovalutare: «Anche questa sorta di supremazia tra Cina e Stati Uniti... La supremazia di cosa? Questa specie di gara su cosa si sta costruendo? Perché quella che stanno progettando, perfino a confronto con la bomba atomica, è una minaccia milioni di volte più grande, perché può impattare contemporaneamente su tutto il mondo».

La conoscenza, in questo senso, diventa una forma di difesa. L’impegno del professore è avvicinare alla scienza un pubblico trasversale. «Sono felice di aver fatto amare la fisica non soltanto ai ragazzi, ma anche alle nonne e ai bambini. Ho scelto la rete perché avevo intuito che le nuove generazioni non avrebbero più utilizzato gli strumenti tradizionali. Ma oggi, purtroppo, anche la rete è molto peggiorata: è piena di contenuti vuoti, costruiti per inseguire visualizzazioni e like. E la cultura, purtroppo, è diventata un’eccezione. Chi fa milioni di visualizzazioni in rete? Quelli che si fanno i tatuaggi, quelli che dicono le parolacce quelli che gridano... E poi c’è questo professore di fisica che fa anche lui milioni di visualizzazioni, ma parlando di cose serie. Però io sono quello ‘storto’, sono la pecora nera della rete, per certi versi ed è brutto dover dire questo, dover dire che la cultura in rete, ahimè, è l’eccezione e non la regola».

Nel suo ultimo libro, “La scuola che verrà”, nelle librerie da pochissimi giorni, Schettini immagina una risposta anche a queste trasformazioni: «La scuola deve prepararsi a competere con le macchine senza perdere il proprio fascino. La mia ricetta è un ritorno all’umanità: abbiamo dimenticato gli insegnanti, la loro capacità di generare meraviglia, sommergendoli di burocrazia e richieste di digitalizzazione. Ma delle macchine, prima o poi, ci stancheremo. Ciò che resta fondamentale è la relazione umana». Un messaggio che parte da Volta e arriva al presente: «La scienza nasce dalla curiosità, dall’immaginazione e dal coraggio di inventare. Sono qualità che dobbiamo continuare a coltivare, soprattutto adesso».

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