Milano Unica: su il sipario tra idee, tendenze e valore a partire dai tessuti
L’intervista Il principale salone italiano dedicato ai tessuti e agli accessori di alta gamma è in programma da domani al 9 luglio. «Il rallentamento della contrazione va preso come un segnale da consolidare, non come una ripresa acquisita »
Lettura 4 min.Simone Canclini, imprenditore comasco alla guida dell’azienda tessile di famiglia attiva dal 1925 e tra i protagonisti del distretto serico lariano, è presidente di Milano Unica, il principale salone italiano dedicato ai tessuti e agli accessori di alta gamma. L’edizione numero 43 della manifestazione, in programma dal 7 al 9 luglio 2026 a Fiera Milano Rho, presenterà in anteprima le collezioni per la stagione Autunno-Inverno 2027/2028, confermandosi come punto di riferimento internazionale per l’industria tessile e la moda.
Qual è il messaggio principale di questa edizione?
Il messaggio è che la qualità resta il vero elemento competitivo del sistema moda internazionale. Qualità non significa solo eccellenza del prodotto, ma capacità di innovare, di essere sostenibili, di custodire competenze, di interpretare i cambiamenti e di costruire relazioni solide. Milano Unica conferma che il tessile e gli accessori sono l’origine della filiera moda, il luogo dove nascono le collezioni, le idee, le tendenze e il valore stesso del prodotto finale.
Qual è il punto di forza che mantiene Milano Unica al centro del business mondiale?
La qualità della selezione. In un mercato sempre più ampio, complesso e frammentato, la fiera rappresenta un filtro qualificato per buyer, brand e uffici stile internazionali. Qui si trova un sistema di competenze: ricerca, innovazione, sostenibilità, cultura del materiale e capacità manifatturiera. Il tessile-abbigliamento italiano continua a credere nelle fiere perché riconosce il valore insostituibile dell’incontro diretto, della relazione e della possibilità di leggere dal vivo tendenze, materiali e prospettive di mercato.
Che aspettative avete per la seconda parte del 2026 e quanto pesa la geopolitica?
Prudenza, ma anche fiducia. Il 2025 non è stato un anno semplice e il rallentamento della contrazione va interpretato come un segnale da consolidare, non come una ripresa acquisita. La situazione geopolitica internazionale continua a incidere in modo significativo: instabilità, dazi, costi energetici, tensioni sui mercati e incertezza dei consumi influenzano inevitabilmente le scelte delle imprese e dei buyer. Proprio per questo Milano Unica assume un ruolo ancora più importante: offrire un luogo in cui il sistema possa confrontarsi, leggere i segnali e costruire nuove opportunità commerciali.
Che bilancio definitivo si può trarre oggi dalla scorsa edizione?
La 42^ edizione ha confermato la capacità di Milano Unica di essere un punto di riferimento per la filiera tessile e accessori di alta gamma. Il segnale più importante è stato quello della tenuta: le aziende hanno continuato a investire nella fiera e i buyer internazionali hanno confermato attenzione e fiducia verso la qualità dell’offerta italiana ed europea. Alla vigilia della 43^ edizione, questo ci consente di guardare avanti con realismo, ma anche con una rinnovata consapevolezza del valore strategico della manifestazione.
Vi aspettate la conferma dei trend positivi di Stati Uniti, Francia, Corea, Canada e Germania?
I segnali di affluenza emersi dell’edizione di gennaio sono incoraggianti e ci auguriamo che possano trovare conferma anche a luglio, grazie alla crescita di espositori europei. Stati Uniti, Francia e Germania restano mercati di riferimento, mentre Corea e Canada mostrano dinamiche interessanti. Naturalmente il quadro internazionale richiede cautela. I buyer sono selettivi, attenti alla qualità, alla tracciabilità, al servizio e alla capacità delle aziende di proporre soluzioni coerenti con le esigenze dei brand. Milano Unica resta però un osservatorio privilegiato proprio perché consente di verificare concretamente la solidità di questi trend.
Ci sono aree geografiche in rallentamento o in sviluppo?
Il mercato internazionale non si muove in modo uniforme. Alcune aree mostrano maggiore prudenza, altre confermano interesse per l’alto di gamma, per la qualità italiana e per prodotti con contenuti distintivi. Continuiamo a guardare con attenzione all’Europa, agli Stati Uniti e all’Asia, ma anche ad aree che stanno acquisendo un interesse crescente, come il Mercosur, dove osserviamo segnali che meritano attenzione. Milano Unica ha il compito di intercettare queste dinamiche e di offrire alle imprese occasioni concrete di apertura verso nuovi mercati.
Quanto incidono le Aree Speciali sull’attrattività della manifestazione?
Incidono molto, perché arricchiscono la fiera di contenuti e ne ampliano la funzione. Le Aree Speciali raccontano formazione, ricerca, artigianalità, materiali, archivi, nuove filiere, innovazione e sostenibilità: tutti elementi che oggi interessano sempre di più i buyer internazionali. Milano Unica non è soltanto un luogo in cui si acquistano tessuti e accessori, ma uno spazio in cui si comprendono le direzioni del mercato e della creatività.
Che ruolo gioca oggi il distretto serico lariano in Milano Unica?
Rappresenta una componente fondamentale del sistema Milano Unica. È uno dei distretti più riconoscibili e qualificati della filiera italiana, con una tradizione straordinaria e una capacità continua di rinnovarsi. La sua forza sta nell’unire cultura manifatturiera, ricerca stilistica, innovazione tecnica e rapporto diretto con i grandi brand internazionali. All’interno di Milano Unica, il distretto lariano porta un contributo decisivo in termini di qualità, identità e reputazione del Made in Italy.
Che segnali arrivano dalle aziende lariane per luglio?
Dalle aziende del distretto serico lariano arrivano segnali di grande attenzione e responsabilità. Il contesto resta complesso, ma le imprese continuano a investire in prodotto, ricerca, sostenibilità, servizio e internazionalizzazione. A luglio ci aspettiamo una presenza qualificata, capace di raccontare non solo la tradizione serica del territorio, ma anche la sua evoluzione. Il distretto lariano ha dimostrato più volte di saper affrontare le fasi difficili puntando su competenza, creatività e capacità di relazione con i mercati.
Quali sono le principali criticità e quali ricadute vi aspettate dopo luglio?
Costi produttivi elevati, pressione competitiva internazionale, instabilità dei mercati, selettività dei consumi e complessità legate alla programmazione degli ordini. Per un distretto come quello serico lariano, che lavora su qualità, servizio e contenuto creativo, la sfida è mantenere alta la competitività senza comprimere il valore del prodotto. Dall’edizione di luglio ci aspettiamo ricadute in termini di relazioni commerciali, consolidamento dei contatti internazionali e nuove opportunità di sviluppo.
Quanto pesa la concorrenza internazionale?
La concorrenza internazionale pesa molto, anche perché gli assetti produttivi globali sono cambiati e continuano a cambiare. Esistono Paesi in grado di competere sui volumi, sui costi e sulla rapidità, ma il distretto serico lariano gioca una partita diversa: quella della qualità, della creatività, della personalizzazione, dell’affidabilità e della capacità di dialogare con l’alto di gamma. La vera sfida è continuare a far percepire questo valore ai mercati internazionali. Milano Unica, in questo senso, è una piattaforma essenziale per raccontare e difendere la distintività del distretto.
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