A Mauthausen si salvò giocando a calcio

Alta Valle Intelvi Il ricordo di Ferdinando Valletti, rossonero per tre anni. Nel 1944 fu deportato. La sua figurina ora è esposta a Casa Milan

Alta Valle Intelvi

La figurina celebrativa di Ferdinando Valletti trova posto nel museo di Casa Milan nel giorno della Memoria.

Valletti, noto villeggiante milanese prima a Montronio di Castiglione e poi a Lanzo, la figlia Manuela giornalista si è trasferita stabilmente a Lanzo, è stato un centrocampista del Milan tra il 1941 e il 1943, giusto tra le nazioni deportato nel campo di concentramento di Mauthausen-Gusen. La sua è una lunga storia. Nasce a Verona il 5 aprile 1921 e dopo un’infanzia passata in collegio, si diploma all’Istituto Galileo Ferraris. Nel 1938 si trasferisce a Milano per lavorare all’Alfa Romeo e viene indirizzato alla squadra di calcio del Seregno, vista la sua abilità con il pallone ai piedi.

Il Milan si accorge di lui e lo inserisce nella squadra ed entra negli annali della squadra rossonera. Nel frattempo si fidanza e parte per il servizio militare. Al ritorno si sposa. È il 1943, lui ha 22 anni e la moglie 21. Di lì a poco viene contattato dai gruppi comunisti attivi in fabbrica, che lo inseriscono nell’organizzazione dello sciopero del 1° marzo 1944 all’Alfa Romeo dando il suo contributo alla liberazione del Paese. Lo sciopero riesce in tutto il nord Italia, le fabbriche si fermano e i tedeschi diventano spietati.

Lo sciopero e la cattura

La sera stessa, a tarda ora, Nando è catturato e, dopo aver passato una notte a San Vittore, viene portato al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano e inviato con 22 compagni dell’Alfa Romeo al campo di concentramento di Mauthausen, strappato all’affetto della madre e della moglie incinta.

Per tutta la prigionia il desiderio di conoscere il figlio sarà la sua forza.

La vita da deportato è durissima. Nando viene trasferito a Gusen. e proprio qui conosce il professor Carpi, un grande pittore. L’artista è più anziano, è allo stremo delle forze. Nando gli si affeziona . È sempre pronto a strapparlo al pericolo, rischiando di essere visto e punito duramente. Al ritorno dal lavoro Carpi non si regge in piedi e allora Valletti gli si mette a fianco per sostenerlo e farlo camminare in fila con gli altri.

Accade un giorno che le SS chiedono ai prigionieri chi sa giocare a calcio per disputare una partita. Manca una guardia da sostituire. Nando non esita, dice che era nel Milan, ma prima dovrà fare una prova: se non la supera sarà eliminato. Valletti, sfinito, magrissimo, con gli zoccoli e la divisa a righe, non si fa intimorire, tenta il tutto per tutto. Sfamato col minimo necessario, viene portato sul campo di calcio dove, a piedi nudi, riesce a superare la prova.

La sfida

Dopo quella prima volta, Nando gioca ancora come riserva della squadra delle SS e si fa valere. Viene trasferito a lavorare in cucina e questo gli permette di aiutare i quattro compagni dell’Alfa rimasti in vita. Nasconde gli avanzi della mensa e riesce a rimetterli in forze.

Quando, dopo qualche tempo, arrivano gli americani, rientra a Milano nell’agosto del 1945 con i suoi 4 compagni dopo essere stati curati dagli americani e finalmente Valletti può conoscere e abbracciare per la prima volta la figlia Manuela nata durante la sua prigionia.

Divenuto dirigente dell’Alfa Romeo e presidente del gruppo Anziani, riceve l’Ambrogino d’oro dal Sindaco di Milano Aniasi e il diploma di Maestro del Lavoro dal Presidente della Repubblica. Muore il 23 luglio del 2007, dopo una vita operosa e piena di soddisfazioni. Nell’ultimo periodo della sua esistenza si dedica a diffondere la memoria dell’Olocausto.

Nel corso della cerimonia che si è tenuta al museo del Milan la figurina commemorativa dell’ex mediano rossonero è stata posta in una apposita teca.L’immagine del calciatore è stata prodotta da Figurine Forever alla presenza del presidente Emiliano Nanni e della fondazione Gariwo. La vendita benefica della figurina va a sostegno dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA